La cacciata di Battiato

Posso offrire la mia visione faziosa sulla vicenda della cacciata di Franco Battiato? Ovviamente, a differenza di quella di Zichichi, non la condivido!

Veramente vogliamo negare quanto sia stata importante la sua presenza per il rinnovamento e il cambio di immagine di questa regione? Che valore si può attribuire alla scelta di un artista, con quarant’anni di brillante carriera, di utilizzare la propria storia per offrire un’immagine di cambiamento a una regione spesso associata solo ad eventi negativi? Quanto gli sarà costato e quanto gli costerà personalmente tutto questo?

Vogliamo farcele queste domande?

Franco Battiato ha probabilmente sbagliato nei toni, ed è evidente che un assessore di una Regione così importante non possa esprimersi “sboccatamente” e liberamente in una pubblica occasione. È pur vero però, che un assessorato non si muove soltanto sulle espressioni del suo Assessore.

Più o meno velatamente, qualcuno, indica nella mancata programmazione del turismo, dovuta soprattutto alla sua assenza dagli uffici, la vera ragione dell’allontanamento. Su questo però ho esistono opinioni da tavola calda e pochi dati oggettivi. È palese che il bilancio progressivo di un assessorato non ottiene la stessa attenzione di una frase sbagliata al momento sbagliato. Ma ci vogliono i dati. Quelli che spesso mancano ai commentatori.

Inoltre è da chiarire al mondo che la politica è certamente influente sulle scelte di una amministrazione, ma, dietro alle scrivanie, vi si trovano poi dirigenti, funzionari e impiegati che hanno un ruolo molte volte più decisivo di un assessore. Infine, si apprende sempre dalla stampa che l’assessorato al turismo sia stato completamente svuotato dalle risorse economiche di un tempo. Quindi, quali sono le responsabilità politiche di Battiato?

E poi, in poco tempo, 4 mesi, cos’altro si poteva fare? Boh.

La cacciata di Battiato dunque è ingiusta e ingiustificata.

Franco Battiato resta un simbolo di questa Regione ed ho trovato rivoluzionario il fatto che ci abbia messo la faccia. È inopinabile la sua storia artistica, inarrivabile. Nessuno deve negargli il merito d’averci messo l’impegno e la voglia di provarci. Anche se fosse stato soltanto per il valore della sua presenza.

La Sicilia con questo governo, e quindi anche grazie al cantante catanese, è “tornata”, anzi, è finalmente,  al centro del dibattito nazionale come modello e non come cattivo esempio da cui prendere le distanze. Paghiamo 60 anni di “gap istituzionale” e almeno una decina di questi, lo sappiamo bene, sono pagine da cancellare dai libri di storia.

Ripulire l’immagine di questa regione, a mio modo di vedere, è stata una sfida ampiamente riuscita. Questo è l’inizio di una rivoluzione, e lo dobbiamo anche a Franco Battiato, nel bene e nel male.

scritto per fascioemartello.it

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