Volare oh oh

30 minuti di donna manager all’orecchio e un piccolo sfogo prima di salire a bordo di un aereo di linea

Volare oh oh. Ogni tanto anche a noi semplici capita di viaggiare, di spingerci oltre la barriera di sicurezza dell’aeroporto. Forse perché da tanto non mi trovavo in situazione di partenza oppure perché questa volta viaggiavo da solo, non ho potuto fare a meno di infastidirmi su alcuni comportamenti, che poi ho ricordato essere classici, da viaggiatore.

Ad esempio trovo insopportabile ai controlli di sicurezza il tizio/a che non si organizza per tempo; Cazzo. Lo sai che la cinta suona, che gli stivali te li fanno togliere e che il portatile lo devi mettere nella vaschetta! Allora perché ti fai rimproverare tutte le volte e ci fai perdere decine di minuti inutili dietro di te? Che poi ti puzzano pure i piedi, quindi lavateli.

Superato l’ostacolo dei controlli poi arrivi al tuo gate e ti accorgi che la fila per l’imbarco si è già formata da almeno mezz’ora. Lo capisci dalle smorfie di dolore dei primi della fila. Quelle gambe che continuano ad accavallarsi e lo sguardo fisso al distributore delle bibite. La sofferenza acuta delle “vecchie” che ad un certo punto si lasciano andare sul malcapitato davanti.

A me tocca sempre la donna “manager”, una che racconta i suoi cazzi al mio orecchio. Mi ha gia’ scassato il birriolo quando poi ad un tratto deve pure darmi a parlare di cose che non interesserebbero neppure ai giardinetti. Indossa l’auricolare, ma non comprende che il suo volume supera di gran lunga l’interfono aereoportuale. Uno stress insopportabile.

Nannò con la gnuantieraChe poi sta cosa che appena si entra in aeroporto tutti diventino automaticamente dei professionisti impegnati non la capisco. Li vedi coi maglioni con le palline e le esquadrillas bucate, però si atteggiano da grandi professoroni della neuroscienza, maneggiando disinvolti i loro nokia 3210.

Ma finitela.

Persino i “nannò” con le gnuantiere di cannoli diventano iperprofessionali, un po’ Cannavacciuoli e un po’ equilibristi. Un orgoglio ostentato che manco li avessero fatti loro.

Infine, ma non alla fine, quello che sei terzo in coda per salire e appena aprono i nastri deve superati per forza. Ma picchì? Al massimo arrivi terzo e ci sono ancora 50 cappelliere tutte per te che ci puoi stivare pure te stesso in confezione regalo by Dexter. Non ti capisco.

Dulcis in fundos (come direbbe il nannò), siete adorabili voi che entrate dal lato opposto al vostro posto assegnato. State bloccando tutta la fila arrivando nel senso contrario. Eppure c’era scritto nel biglietto che se avete il posto 2d dovete entrare dalla porta anteriore e se avete 27c dal posteriore. Ma che lo tenete a fare in mano quel biglietto, per tutta la durata del viaggio, cioè da quando uscite di casa fino all’arrivo, se poi non lo leggete?

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