Alla ricerca della banalità

Se ci fosse un nuovo titolo accademico da creare, proporrei sicuramente quello di ricercatore della banalità. Se fosse un premio, avrei poche difficoltà ad assegnarlo.

Ogni giorno comprendo sempre di più le potenzialità di un social network invasivo come facebook. Grazie ad esso, anzi ad essi, riesco ormai, con più facilità a saltare notizie che non meritano la mia attenzione o un mio commento.
La potenza e la capacità degli algoritmi del nuovo pianeta sociale, per me, sono divenuti infatti un utile strumento per arrivare al centro di tantissime questioni, soprattutto quelle da evitare per non sembrare banale. Ai miei occhi, è chiaro.
Ad esempio uso i trend topic o per meglio dire, gli argomenti più utilizzati, per arrivare alle notizie più stupide del “mondo del web”.
E’ infatti consuetudine per i cosiddetti “influencer” concentrarsi sulle notizie futili del giorno e commentarle fino allo sfinimento.
Un metodo, questo, nato per le classifiche di gradimento che intendono superare, confondendo il potere di influenzare, col potere di farsi commentare o di questuare un commento, come spesso accade con l’utilizzo spregiudicato dei tag che alcuni sono soliti fare, abusandone.
Sarà infatti capitato a tutti voi di essere stato infilato in discussioni di cui faremmo a meno e su cui vogliono estorcerci un parere. È vero?
Un po’ come se il vostro vicino più loquace, fosse anche il più popolare del condominio, solo perchè in ascensore oltre al buongiorno, discute con voi delle condizioni meteo.
Ma la necessità di sentirsi appagati, gratificati e attivi, è ormai una bestia incontrollabile, arrivando ad infestare le bacheche dei seguaci, i nostri vicini silenziosi, fino a renderli dei potenziali “assassini della porta accanto”.

La privacy degli allocchi

privaci allocchi

Se anche voi siete diffusori “legali” esperti in privacy sul web allora benvenuti su questo post. Copiatelo e condividetelo coi vostri amici

privaci allocchiVi sarete sicuramente accorti che periodicamente girano degli status su facebook, che invitano la collettività a diffondere, copiare ed incollare, degli altri status che disciplinano il proprio volere su presunti aggiornamenti relativi alla privacy utente.

Mettiamola così; premesso che tutte le volte che “Zucky” fa delle modifiche voi non vi accorgete mai di un cazzo, tutto ciò che pubblicate sul profilo lo avete sempre scelto voi in maniera autonoma, disinibita e ogni tanto nel pieno delle vostre facoltà.

Nessuno vi ha quindi obbligato, anzi, avete pure sottoscritto un contratto tra le parti, che disciplina la privacy, che non avete neppure mai letto. Dunque qualsiasi cosa accada ai vostri dati è sempre colpa vostra (nostra).

Detto questo; l’argomento mi appassiona. Dunque voglio partecipare alla diffusione di un messaggio centoundici (!!!111!!!), che vi pregherei di condividere per mantenere alta l’attenzione sul tema dei rincoglioniti.

Attenzione: Facebook nelle prossime 16 ore avvierà un programma di perforazione globale della vostra privacy attivando, a suo insindacabile giudizio, le vostre web cam personali. A quel punto ogni vostra scorreggia in ufficio diverrà proprietà intellettuale di Mark Elliot Zuckerberg che potrà disporne come meglio crede, anche per girare un sequel di “Vacanze sul Nilo” senza Boldi ma con De Sica.

Successivamente tutti quelli che scrivono “sei/siete bellissimi/a/o” sotto alle foto verranno segnalati alle autorità competenti quali molestatori della sanità mentale. Sappiate inoltre, che tutti i vostri messaggi privati verranno inoltrati a tutti i parenti che avete segnalato come tali per il vostro profilo.

I vostri selfie, anche quelli di spalle mentre tutelate la privacy dei vostri figli, verranno cestinati poiché inutili al mondo. Le foto dei vostri animali domestici saranno utilizzate per promuovere le sottomarche dei croccantini dei cani e dei gatti. Mentre infine le foto copertina saranno inoltrate ai produttori di pannoloni.

Se volete evitare che tutto ciò accada copiate ed incollate questo status su un foglio word, firmatelo e fatelo autenticare da un notaio di vostra fiducia ed inviatelo per raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo del vostro Sindaco che, in prima persona, si occuperà di raccogliere e segnalare a Facebook la vostra volontà.

Buona condivisione

privacyIn questo screenshot un’altra invenzione su facebook, per social allocchi, che sta girando

La “pistola” dei potenti

L’uso della querela come pistola a salve. La nuova arma dei potenti. Solidarietà a Giacomo Di Girolamo

Ho letto con enorme stupore che l’intera “comunità di Marsala” si sarebbe rivolta ad un tribunale per tutelarsi da azioni lesive all’immagine dell’amministrazione dovute all’attività di informazione che un direttore “rompicoglioni” in questi anni avrebbe portato avanti.

Ho letto con amarezza che quel direttore è una giornalista che da tanti anni si espone, anima e corpo, per una giusta causa; l’amore per la sua professione e la dignità con cui la porta avanti.

Ma lo conosco quel direttore: è Giacomo Di Girolamo.

Per questo mi rendo conto di quanto sia assolutamente assurdo sparargli un colpo di querela. Di una cosa sono certo: la qualità delle informazioni che ha sempre pubblicato è figlia dell’onesto lavoro di un professionista serio ed informato sui fatti. Per carità, c’è anche la possibilità che si possa sbagliare, è un essere umano come tutti gli altri. Però è garantita l’assoluta buonafede e l’onestà intellettuale.

Ed è forse l’onestà intellettuale a far paura alla classe dirigente, il fastidio che qualcuno possa agire in assoluta libertà. E’ il diniego dell’intelletto altrui che si materializza e diventa problema da arginare a prescindere dalla bontà del lavoro portato avanti.

Ormai ci siamo abituati. E’ accertato che arrivino più querele che lettere anonime. I blogger ed i giornalisti sono oggetto di continue pressioni. L’obiettivo è sempre lo stesso: alterare o limitare il raggio d’azione a tutti i costi. Alla fine perdere qualche soldo in una disputa legale senza senso non ha prezzo.

L’ abbiamo visto con Sergio Nazzaro che per anni è stato bersaglio di minacce in carta bollata che poi si sono concluse con 3mila euro di risarcimento per le spese legali. Nessuno lo ha però risarcito dello stress da schizofrenico della parola.

Nello specifico della querela risulta intollerabile anche la sola idea che una “amministrazione intera” voglia negare ad un giornale, ad un giornalista, il diritto di fare delle domande e di informare delle risposte i propri lettori. Assolutamente sproporzionato pensare di voler porre limiti, in nome di una “salvaguardia d’immagine”, che ad onor del vero, storicamente, non è mai stata lesa dagli articoli di un giornale, ma dalla cattiva opera dei propri amministratori.

Cari amministratori dunque, passatevi una mano sulla carta bollata e rifletteteci bene prima di adire azioni legali. Fatevene una ragione, è di un diritto previsto dalla nostra costituzione che, a prescindere dall’antipatia personale, si avvale di un valore senza prezzo: la capacità di esprimersi con la propria coscienza.

Ciao Giacomo, fascioemartello.it è con te.

Alcamo: Ylenia Settipani e la nuova generazione che amministra la città

Ylenia Settipani, Assessore alle attività sociali presso il comune di Alcamo, intervistata per Fanpage.it

Tra tecnici e tecnicismi al Comune di Alcamo (provincia di Trapani) una giovanissima ragazza, otto mesi fa, viene nominata Assessore alle politiche sociali e giovanili. Lei è Ylenia Settipani, per alcuni anche Francesca (suo secondo nome), laureata in lingue e traduzione e da sempre impegnata nell’ambito sociale. Amante della pedalata, tra volontariato e professione, Ylenia, sordastra dalla nascita, ha da sempre portato avanti battaglie a tutela dei sordi e dello sviluppo della mobilità sostenibile.

Assessore, o come preferisce essere chiamata, come sono stati i primi mesi del suo incarico?
Può chiamarmi Ylenia (ride…).
L’ esperienza all’interno della giunta e dell’ assessorato ogni giorno, e fin dall’inizio, mi concedono tanti nuovi stimoli che bilanciano le numerose difficoltà che mi sono trovata ad affrontare sin all’inizio. Tutta l’amministrazione in realtà si è ritrovata nella stessa situazione, e in particolar modo, io che vivo nel sociale, ho riscontrato notevoli problemi causati anche dalla crisi socio-economica che ha letteralmente “impoverito” la nostra nazione e quindi in cascata anche il nostro comune.

Si aspettava una situazione così difficile?
Immaginavo le difficoltà, ma non mi aspettavo l’elevato numero di emergenze che abbiamo affrontato. Specialmente all’inizio è stata molto dura visto che non avevamo le risorse necessarie. Certo anche adesso la situazione non è rosea ed i problemi continuano a crescere.

Quali sono le novità che ha introdotto da quando è in carica?
Già il fatto che una Sordastra di natura, ma sorda di cultura, sia assessore è di per se una novità.
Ho avvicinato la cultura sorda all’attività amministrativa e politica della città, dimostrando che le disabilità non costituiscono un tabù, una privazione, una cosa di cui vergognarsi, ma una semplice diversità: modi di vivere, parlare e sorridere diversi.
Restando sui fatti ho avviato una serie di iniziative che ritengo molto utili alla collettività. In estate per fronteggiare l’emergenza caldo, ad esempio, ho fatto attivare un numero di emergenza destinato ai sordi.
Abbiamo istituito un tavolo di concertazione con il Sert per la prevenzione delle dipendenze e mi sono impegnata in prima persona con l’ Assessorato Regionale alla Famiglia per supportare il progetto di “vita indipendente” dei disabili, e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Inoltre abbiamo avviato tutti i progetti previsti dalla Legge 328/2000, che in totale sono 7. Presto avvieremo la Consulta Giovanile, che dal 2008 non è più attiva ed in più penso ad una Consulta delle DiversAbilità. Con loro spero di fare passi importanti.

E per il futuro?
Ammiro molto le grandi realtà europee, ed il mio sogno nel cassetto è avvicinare sempre di più Alcamo alle grandi capitali d’Europa.
Impegnerò tutto il mio tempo affinchè questo accada e penso di aver intrapreso la giusta via per raggiungere questo obiettivo. Alcamo sarà una città per tutti.

Lei è “sordastra”, la disabilità ha influito nelle sue scelte di vita e professionali?
Inizialmente la sordità è stata sicuramente un problema, in alcuni casi provavo anche vergogna, ho imparato ad amare ciò che ero e devo moltissimo alla comunità sorda italiana. Ho studiato anche la lingua dei segni ed adesso vivo a testa alta, non mi fermo più. Ho imparato a cucire il mondo sulla mia persona e non il contrario.
I Sordi soffrono il pregiudizio del limite verbale, si pensa che non siano in grado di capire ed interpretare la lingua parlata, molti invece (oralisti), hanno la capacità di leggere il labiale ed anche di parlare. I segnanti invece, principalmente sordi profondi, comunicano maggiormente in lingua dei segni. Restano comunque le difficoltà nella percezione del mondo esterno.Mi permetta di aggiungere una cosa importante alla sua intervista: i sordi sono Sordi e non “non udenti”.

Si sente di fare un appello alla politica?
Credo che le ultime consultazioni siano state molto significative, i tempi sono cambiati e pare chiaro che certi modi di intendere la politica siano ormai obsoleti. “I vecchi della politica” devono arrendersi al cambiamento e concedere ai giovani, ai diversi, la possibilità di dimostrare il proprio valore.
In più mi sento di fare un invito che ritengo fondamentale; incrementare gli investimenti sull’istruzione e sul welfare. L’Italia merita una classe politica lungimirante e responsabile.

Vede un suo futuro politico o continuerà a considerarsi un tecnico?
Politico nell’accezione più comune è colui che si occupa della polis, cioè della città. Quindi penso di potermi considerare un politico. Mi è stato chiesto, visto il mio curriculum, un impegno “tecnico”. Quindi al momento posso sicuramente dire d’essere un tecno-politico (ride…)

Ciao Guglielmo, Onorevole amico

Federico Guglielmo Lento - Onorevole per caso

Federico Guglielmo Lento - Onorevole per casoScrivere con il giusto distacco dai fatti, crediamo sia una delle doti che un buon narratore o giornalista che dir si voglia deve sempre mantenere viva.

Quando però le parole che butti giù sono per qualcuno che ti è molto vicino diventa tutto più complicato. Lo è ancora di più perché oggi purtroppo le nostre sono parole tristi, parole dedicate ad un amico che non c’è più. Un amico nel senso più vero del termine.

Lui è Guglielmo (Guglielmo Federico Lento) che oggi se n’è andato, lasciandoci tutti spiazzati e circondati da un enorme incolmabile vuoto. Ci eravamo conosciuti per caso, complice un altro compagno di battaglie e suo amico fraterno e da allora non ci siamo più lasciati. Lui grande, con una vita piena di storie e racconti che sembravano appartenere a 100 vite messe insieme e vissute intensamente, ha saputo farsi amare con la semplicità di un sorriso, di una pacca sulla spalla e perché no di un bel vaffanculo quando ci voleva.

Una persona autentica, genuina, capace di leggerti dentro con un semplice sguardo e con lo stesso sguardo dire tutto, anche senza l’uso di troppe, e spesso superflue, parole. Chi l’ha conosciuto gli ha voluto bene, sul serio.

Per noi è stato un po’ un papà, protettivo, affettuoso e mai distante. La sua etica, la sua morale lontana dai moralismi, ma fortemente ancorata all’idea di un’ onesta intellettuale e umana pulita, della lealtà come principio alla base di ogni rapporto, è una delle cose che ci ha donato. E adesso ci sentiamo soli, perché Guglielmo non c’è più e la sua assenza è ancora troppo pesante per accettarla. Il pensiero va a quel suo sorriso, al suo sguardo illuminato da un’idea, alla sua appassionata voglia di vivere che riusciva a trasmettere a chiunque, quasi per osmosi.

Il ricordo va anche agli ultimi giorni, al suo sguardo che anche davanti alla sofferenza non ha mai perso quella luce. Noi ti porteremo sempre dentro, con queste parole semplici, ma più che altro con la consapevolezza che ciò che abbiamo condiviso è qualcosa di grande e di forte. Qualcosa che ci unirà sempre, nel ricordo e nelle azioni. Con tutto il nostro affetto, Onorevole per caso, ma poi mica tanto amico nostro.

Gli amici di FascioeMartello.it