Alberi per il rinnovo

Limone Lunario
Limone Lunario

Piantare alberi ti da il senso vero della giustizia. Soprattutto quando lo si fa con la consapevolezza di riempire una “ferita” aperta molti anni prima.

Può sembrare esagerato, ma l’ho sempre ritenuto uno sfregio, un atto ingiusto.

Ho sempre visto così lo sradicamento di arbusto, specialmente poi da frutto, cioè che contribuisce anche all’arrotondamento del mio stomaco. Cu sti cosi un si babbìa!

Negli anni ’90, inspiegabilmente o per meglio dire, per evitare danneggiamenti alla recinzione, dal giardino di casa vennero rimossi un mandarino e un limone.

Un atto che nel tempo, forse, si è rivelato anche “inutile”, dato che la recinzione viene danneggiata ripetutamente per cogliere il resto dei frutti dagli alberi rimasti.

Mandarino Tardivo di Ciaculli
Mandarino Tardivo di Ciaculli

Ma vabbè. Le cose “arrubbate” hanno un sapore diverso e dunque, “santiando”, mi limito a riparare di tanto in tanto i varchi.

Evidentemente chiedere un assaggio è meno piacevole di sfondare una recinzione nei punti più assurdi.

Ma chista è a situazione!

Così ogni tanto, quando il fisico me lo consente, dedico due ore di tempo per mettere ordine, ripristinare i danni e piantare qualcosa.

Finalmente però, mi sono deciso a riportare in sesto l’equilibrio delle cose: ho piantato un mandarino tardivo di Ciaculli, su cui ci vorrebbe una grande discussione ed un limone lunario.

E niente. Mi piace pensarla così e scriverlo in un post per poi un giorno rileggerlo.

Adesso mi tocca aspettare almeno due anni per mangiarmi un frutto prodotto da questi due, sperando che fino ad allora non mi tocchi, ancora, ricostruire la recinzione.

Ccà siemu!

Madonie, Possibile!

Assemblea palermo nuova proposta - possibile madonieSiamo stati sempre bravi, anzi coerenti, nel trovare posizioni su cui dividerci. Quando si avvicinano le elezioni diventiamo quasi dei tacchini nelle settimane che precedono il giorno del ringraziamento; cominciamo a guardarci intorno cercando i compagni “ca spirieru”.

Minchia, si futtieru a Tancredi!

Ora in un contesto di normalità, questo, di per sé non è un male. Cioè ognuno è libero di seguire la propria coscienza, il proprio istinto. Persino quello di farsi cucinare in un brodo di arance.

E’ una scelta. La condivido e l’apprezzo persino. Soprattutto con le patate.

Il punto è che le idee diventano valide attorno ad un confronto, non accanto ad un contorno. Si diventa squadra attraverso lo scambio, la condivisione.

Fuggire non è mai una soluzione.
Cercare piatti da portata più comodi neppure!

Questa del 26 novembre e adesso il 3 dicembre a Roma sono per noi quell’occasione! Staremo insieme per costruire e condividere, allargarci e allontanare da noi il pregiudizio di un conclave di soliti noti. Siamo qui per mettere sullo stesso tavolo posizioni, in alcuni casi differenti, ma che hanno come prospettiva la stessa direzione.

La stessa che ci vede unilateralmente coesi e lontani dal percorso intrapreso dal Partito Democratico nazionale e per ricaduta da quello siciliano. Siamo infatti tutti d’accordo nel non poter individuare in provvedimenti come il jobs act o l’eliminazione dell’art 18 un profilo nemmeno lontanamente avvicinabile al nostro. Figuriamoci poi accordi con Alfano e neocompagni.

E su questo, ad onor del vero, eravamo tutti d’accordo già da tempo. Almeno così sembrava.

Lo abbiamo dimostrato con il dato sul referendum e fino al risultato di queste regionali, dove, senza il progetto “cento passi”, di unione e di percorso a partire dal nome, saremmo rimasti senza rappresentanza per altri cinque anni.

Adesso l’occasione si ripresenta, noi chiaramente non siamo ladri, ma capiamoci, non dobbiamo essere manco scemi. Dobbiamo esserci, parteciparvi! Insieme, forti, uniti e aperti nell’accogliere le tantissime esperienze civiche e di territorio che ci sono o che arriveranno.

Su questo presupposto, personalmente ed insieme ad alcuni amici, abbiamo deciso di far nascere, dopo una lunga esperienza civica e grazie anche al forte supporto e all’amicizia di Pippo Civati, un comitato di Possibile, Madonie, che fosse principalmente una proposta nata da una richiesta di territorio. Trovate qui alcune informazioni utili.

Come? Rivolgendoci apertamente alle Madonie con l’intento voluto e sognato, del rilancio strategico di quei luoghi. Dei nostri luoghi. Anche in funzione della città.

Le Madonie sono vicine e lontane dalla città, per modi di vivere e per peculiarità territoriali. Sono un polo attrattivo dimenticato sull’onda della speculazione turistica degli anni ‘80 e ‘90.

Vivono un contesto di isolamento sostanziale, fatto di strade impercorribili, collegamenti pubblici casuali (non scherzo, vi ricordate questa?) e risorse economiche ormai al limite della sopravvivenza. Sono terra di emigrazione e di emarginazione culturale. Fatta eccezione per Gangi, Castelbuono e Petralia, troviamo paesi desolati, spopolati e destinati al fallimento esistenziale.

Allo stesso tempo però questi territori hanno dato un grande segnale politico, in particolare alla lista “cento passi” durante le ultime elezioni regionali; ci sono stati elettori e voti, ci sono voci disposte a parlare e ragazzi motivati a restare nella propria casa.

Adesso sentirete sempre più spesso parlare di “rilancio delle madonie”, forse, anzi ne sono sicuro, vi è già capitato di parlare con qualcuno che sembra interessarsi di questa “regione” nella regione.

Purtroppo e per fortuna non è un caso.

Purtroppo perché stanno arrivando fondi e risorse comunitarie che qualcuno ha interesse di manipolare e gestire.

Per fortuna, perché se si sapranno spendere, allora, le Madonie torneranno per davvero. Smetteranno finalmente di essere il dormitorio delle stelle e la cena di cinghiali e daini selvatici.

Questo è un compito che abbiamo affidato agli amministratori locali, i primi, nel prossimo futuro, ad avere la responsabilità sui soldi e sulla vigilanza della spesa.

Ci auguriamo che vengano spesi per il destino dei paesi che amministrano e non per le persone che sperano di gestire.

Una proposta anche questa, che non sarà di isolamento e di nicchia.

Possibile Madonie è una proposta che vedrà collegata la montagna e il mare, i giovani e le donne, gli anziani e i ragazzi, principalmente su idee e progetti, che non resteranno però soltanto intenzioni e letteratura da social network.

 

10 Agosto ad Isnello: “Come me non c’è nessuno”

Come me non c'è nessuno

“Come me non c’è nessuno, diario di un sogno” E’ un libro, il primo, di Anton Emilio Krogh, avvocato penalista del foro di Napoli, che giorno 10 agosto a partire dalle ore 18.00, presso piazza Mazzini ad Isnello, verrà presentato per la prima volta sulle Madonie.

Come me non c'è nessunoIl volume, 226 pagine, edito dalla Mursia, è un viaggio nell’armadio dei ricordi di Anton, oggi affermato ed apprezzato professionista, ieri un ragazzo come tanti, figlio di una Napoli borghese, ricca e spensierata durante il boom degli anni ’60 e troppo impegnata per dedicarsi ai propri affetti. Un viaggio a metà tra Napoli e le nostre Madonie, Gibilmanna, luogo di vacanza della famiglia Krogh e delle prime “libertà” del ragazzo.

Anton Emilio, spronato da Rita Pavone, co-protagonista del racconto ed inconsapevole “spalla” nella vita, si immergono nella memoria di un bambino, impaurito dall’arrivo del domani, fino ad arrivare alla piena scoperta di sé. Un appuntamento voluto dal “destino” e rivelatosi poi, un’amicizia fraterna nella realtà.

Non a caso, lo stesso autore, riferendosi all’incontro, il primo, con la “Voce”, così definisce l’artista nei suoi ricordi, afferma, “Ogni vita ha un suo big bang, il mio è stata un twist”.

Un twist crudo, vero e spietato, compagno di una vita e ancora di salvezza nei momenti di sconforto.

Una scrittura veloce, mai banale e piena di sospiri, in cui perdersi, commuoversi e rivedersi. Anton Emilio Krogh, con uno sforzo introspettivo, racconta, senza filtri, le criticità personali di un uomo, cresciuto in un ambiente “privilegiato” ma con difficoltà comuni.

Durante l’iniziativa sarà possibile acquistare il libro. Presente durante la presentazione il Sindaco di Isnello, Marcello Catanzaro. Moderatore, il blogger palermitano, Carmelo Di Gesaro.

Aggiornamento 10 agosto: un momento video della presentazione

Isnello senza volano, amico mio!

Marcello Catanzaro è il nuovo Sindaco di Isnello. Si chiude una campagna elettorale da “volano” della simpatia, con “PartecipazioneImpegno” che fa il pienone

Da un periodo di tempo ho scoperto che si vince un’elezione solo se non si citano alcune particolari parole che potremmo definire parole “chiavica”. Una di queste, sicuramente è “volano”, termine tra i più abusati dalla politica italiana, per indicare un potenziale “traino inarrestabile” di un settore di qualcosa. Una “metafora” insomma, usata dalla stragrande maggioranza della politica, la stessa che ha esaurito termini, terminologie e persino le metafore.

Per non parlare delle idee, dei progetti e della progettualità. Anche ad Isnello si voleva vincere usando “volano” dentro ad un comizio, citando Papi da un balcone alto sei metri rispetto alla piazza in ascolto e con la tattica dell’immersione e sottrazione dal confronto. Una cosa che manco il Berlusconi dei “cucù” avrebbe retto.

Insomma, qualcosa che a pensarci non è solo anacronismo, è proprio un errore di comunicazione da sussidiario della politica. Da abecedario della comunicazione del secolo scorso.

Bubusettete!

E’ così che il gruppo “PartecipazioneImpegno”  ha stravinto, con uno scarto di 265 preferenze, la competizione per la guida della cittadina. Marcello Catanzaro, amico mio, quindi, da ieri notte, è il nuovo Sindaco.

Sfida ad isnello palchi che si guardano
Le due liste allestiscono la piazza Mazzini in contemporanea

Avevo previsto sarebbe stata una vittoria con una forbice dal 65% al 70%, ho sbagliato più o meno di 3 punti percentuali, senza però mai rompere con le telefonate ed i sondaggi. Giusto una questione di intuito rispetto al sentire della piazza, la stessa che si tentava di coinvolgere da 6 metri d’altezza. La stessa che ad un certo punto è rimasta ad ascoltare Marcello raccontare ormai la sua infanzia, il meteo e come si stava bene quando gli autobus partivano in orario (ad Isnello non ci sono e non ci saranno mai ferrovie).

Una campagna elettorale arrivata al culmine, dopo mesi di mugugni e grandi entusiasmi, venerdì notte, quando, entrambi i candidati, a pochi minuti di distanza uno dall’altro, si sono sfidati per la prima volta vicini (incredibile!), ma non insieme.

Una situazione surreale. Momento che ho vissuto come in una delle famose scene del film di Franco e Ciccio “I 2 Deputati“; la trama era la stessa, due parenti, qui ad Isnello molti di più, che si detestano e si scontrano a pochi passi uno dall’altro, cordialmente.

Un duello fatto di parole, accuse, contraccolpi. Prima da parte di Maria Grisanti ed i suoi, infine di Marcello, da solo, su un palco affollato.

Ma è stata la parola “volano” a mettere fine alle speranze della candidata della lista “Insieme per Isnello” (“votate per il simbolo con la fontana” cit.).

Scherzo (non è vero).

E’ così, ieri sera e tutta la notte fino al mattino, col fiato sospeso, ma non troppo, buona parte del paese si è riunito presso la scuola di Isnello, ad attendere il risultato dello scrutinio.

Intorno alle due era ormai chiaro che Marcello fosse ad un passo dalla vittoria e dunque calava, silenziosamente, anch’esso verso i seggi per l’esito definitivo dello spoglio. Più leggero, incredulo, baciando bambini, adulti, anziani, uomini e donne indistintamente, il tutto mentre si avviava un cambio turno naturale con i supporters della lista avversaria, che, pian piano, capito l’andazzo, si allontanavano “felpatamente” tra la folla. A differenza invece di quelli che avevano già in tasca il biglietto del carro del vincitore. Loro stavano sempre al loro posto. Da tristi a felici in poco meno di un secondo. Più veloci di una Lamborghini! Alcuni anche in lacrime, da veri professionisti.

Più o meno verso le tre, un lungo l’applauso, accompagnava alla conclusione le operazioni di lettura delle schede, proprio mentre tra la folla, ormai da due ore e per la trecentesima volta, arrivava il messaggero di turno con il telegramma dai seggi: “mancano le ultime 50 e ci siamo”. “Carollo (Antonio ndr) da primato, quasi gli stessi voti di Maria (Grisanti ndr)“.

E fu subito festa.

Foto, abbracci, baci, doppi baci, baci ripetuti, baci carpiati, baci bavosi, baci sudati, baci rubati. Catanzaro ufficialmente Sindaco di Isnello e tutti in fila, in ascesa, presso la sede di “PartecipazioneeImpegno” dove, spumante e bicchierini da caffè, siglavano il termine della notte delle elezioni.

E venne il giorno…

20 anni, amici miei!

comizio 20 anni

Meno due giorni al voto. Isnello è in fermento! Ieri una candidata di 20 anni sul palco

daniela colantoni 20 anniIeri sera in piazza Mazzini ad Isnello si è svolta la penultima giornata di comizi dedicati alle amministrative per il Paese. Un momento assai particolare per la cittadina, un comizio dove a parlare non era il candidato Sindaco, ma due rappresentanti importanti del progetto “PartecipazioneImpegno“.

Uno dei motivi è stato ascoltare la voce di una ragazza di vent’anni, Daniela Colantoni, libera, forse ancora un po’ incerta nella gestione dei tempi di un comizio, ma convincente nello spirito da battaglia.

Ed io di comizi ne ho visti parecchi, da quando i vent’anni erano i miei. Ho già detto che per la lista legata a Marcello Catanzaro ho un debole, di amicizia, di stima e di speranza, da qualche tempo anche di curiosità.

In particolare verso questa giovane candidata che da ultima arrivata in lista ha saputo integrarsi in un gruppo forte e coeso. Un collettivo che già da tempo costruiva un progetto per Isnello e che ha aperto le porte ad una “carusa” più “carusa” ancora. Forse in una città sarebbe stata una partecipazione scontata, meno in una piccola realtà come questa, dove, non sempre, ci sono sempre dei giovani motivati e a cui comunque molto spesso si lascia il ruolo di riempi lista.

Qui invece qualcosa suona in modo diverso. Vedo una seria partecipazione e tanto, tantissimo impegno. Può sembrare scontato, può sembrare retorico, ma io vent’anni li ho avuti quasi vent’anni fa, quando le porte molto spesso erano chiuse o ad accesso controllato. E comunque, noi, per pigrizia o disinteresse al massimo stavamo concentrati sul pallone.

Dunque sono rimasto sorpreso da ciò che sta accadendo in paese, sia per Daniela, che mi auguro possa essere eletta per lanciare un ulteriore messaggio sia alla comunità che alle Madonie stesse. Luoghi che da troppo tempo si crogiolano dietro la delega di responsabilità e, soprattutto, al menefreghismo verso i propri territori.

Momento di relax post comizio presso la sede di PartecipazioneImpegno

“PartecipazioneImpegno” sta dimostrando di essere qualcosa di diverso, in tutti i sensi. Una spinta emotiva che tutte le sere anima la piazza a pochi passi dalla Chiesa Madre, dove una fiumana di persone si ritrova presso la sede della campagna elettorale, con momenti di confronto, buon cibo e devo dirvi, anche divertimento. Sono queste le serate che stanno accompagnando i giorni del voto ed io molto spesso vi partecipo. Soprattutto per il cibo.
Questa infatti, sicuramente, è la campagna elettorale più banchettosa a cui abbia mai partecipato.

Vi allego il video del comizio di ieri sera, 8 giugno 2017, un momento importante per Isnello.

Giorno 11 dunque, andate a votare! Per il futuro di Isnello!

Insieme a Daniela, Mariano Leggio (Assessore designato) e Marcello Catanzaro, vi segnalo le persone valide che invito a sostenere e sulle quali avrei difficoltà a scegliere, perché veramente, tutte amiche e perbene. Ve le cito, linkandovi anche profili facebook:

Anna Agostara, Salvatore Alleca, Antonio Carollo, Maria Enza Capitummino, Giuseppe Cultrara, Rosario Crapa, Irene Di Stefano, Marco Grisanti, Anna Scalzo

Abdicazione, amica mia!

Abdicazione Pino Mogavero

Ieri ad Isnello, il discorso di “arrivederci”, anzi di abdicazione, di Pino Mogavero, storico ed incontrastato “Lìder” della comunità madonita.

Abdicazione Pino Mogavero
Pino Mogavero, piazza Mazzini, 4 giugno 2017, giorno dell’abdicazione

Amici ed amiche, come si direbbe ad un comizio che si rispetti, ieri sera, dopo 35 anni di politica attiva e 25 da amministratore , Pino Mogavero, stella del firmamento, e non lo scrivo a caso, ha ufficialmente abdicato al ruolo di Sindaco di Isnello. Abdicato, un termine che pure non uso a sproposito. Mogavero infatti è il bello ed il cattivo tempo della comunutà, l’uomo ovunque, immagine riconosciuta e riconoscibile di questo paese, piccolo, come ama ribadire il suo possibile successore Marcello Catanzaro, ma cazzuto. 

Con Pino ci siamo cresciuti un po’ tutti, vuoi per il suo ruolo medico, vuoi perchè fa pure il ginecologo, vuoi perchè in paese ci si conosce tutti, nella storia di Isnello, il suo percorso, in ogni caso, resterà impresso. Un uomo a cui hanno dedicato un asteroide, non scherzo e ultimamente una pizza, qua scherzo, ma non troppo (pizzeria La Brace, pizza “Gal Hassin”).

25 anni, ci sono Re, Imperatori e Papi che sono durati molto meno. 25 anni fatti di politica, polemica e parzialità, e non lo dico come accezione negativa, anzi, bisogna riconoscere, con una certa invidia, la costanza con cui ha perseverato nel mantenere la sua visione sempre parziale, sia nelle scelte che negli uomini. Perché appunto, all’Imperatore Isnellese, tutto si può dire, tranne di essere stato un incoerente.

Burbero, scontroso e non avezzo all’incontro con la piazza. Uno stile quasi da “macho” della politica, irreplicabile per certi aspetti. Un uomo da saloon piuttosto che da salotto, all’estremo opposto a qualsiasi regola dell’immaginario da politico all’italiana. Niente “carissimo”, niente sorrisi e strette di mano, figuriamoci baci sulla fronte a bambini issati su da genitori in cerca di miracolo, al massimo un “vaffanculo” a denti stretti, tra una tirata di sigaretta e l’altra, mentre spulcia distrattamente un documento, una ricetta medica o l’ultima lettera di congratulazioni ricevuta dalla Nasa.

Insomma uno a cui orgogliosamente non gliene fotte nulla del prossimo, inteso come elettore (della coltivazione dell’elettorato, mi correggo) , ma che è riuscito a crearle un dominio sul territorio di cui dovremo tenerne conto prossimi 20 anni.
Sicuramente, per esempio, per l’ostinazione che lo ha portato a realizzare, tra le frasche delle Madonie, un Parco Astronomico, “Gal Hassin” ritenuto dalla comunità scientifica internazionale, di importanza strategica per la ricerca. Un polo, come ha sottolineato ieri dal palco di Piazza Mazzini lo stesso Mogavero, in grado di pesare sull’intero futuro di Isnello. E la cosa stupefacente è che ha ragione! Volente o nolente questa struttura ormai esiste e sarà sempre al centro del dibattito cittadino in futuro, anche perché, pensate un po’, sarà lui, con molta probabilità, a gestirla. Come già nel presente e nel passato. Insomma, come ha tenuto a precisare nell’addio commosso, Lui ci sarà. Per sempre, nell’eternità. Che lo vogliate o no.

Carusi, amici miei (questo post non andrà su Balarm)

l’11 giugno si vota anche ad Isnello. Io sto con Marcello Catanzaro

Cos’è, cos’è
Questa vita fatta ad esse
Tu giri col calesse
Ed io non c’è l’ho
Cos’è, cos’è
Questo padre che comanda
Mi vuole alla filanda
Ma non insieme a te
Cos’è, cos’è
Questa grande differenza
Se non facevi senza
Di questi occhi miei
Perché, perché
Nella mente del padrone
Ha il cuore di cotone
La gente come me (La Filanda – Milva)

L’undici giugno la Sicilia è chiamata al voto, ne parlo da un mesetto su Balarm, raccontandovi i fatti di casa nostra (Palermo). Tra le cose, è doveroso dirvi che esiste ancora una provincia, anche se nessuno ve lo racconterà mai (cit.). Tra i comuni al voto infatti c’è anche Isnello, paese delle Madonie da 1500 residenti, 42 volpi, 73 pecore, 50 vacche, 2 tori, 1 pappagallo, 1 Parco Astronomico, 2 candidati Sindaco ed imprecisati cinghiali.

Nella valle, cinquecentometri dal livello del mare, si sfidano Marcello Catanzaro, avvocato, 36 anni, amico mio e Maria Grisanti, pensionata della Regione Siciliana che non ho mai incontrato.
Ora il fatto potrebbe sembrare irrilevante, in effetti lo è, però Marcello è vero amico mio e lo sostengo affettuosamente. Dunque questo è un mezzo endorsement per la sua candidatura, di quelli sinceri, non a pagamento, neppure sponsorizzato di quelli che ci metti cinque euri nella postepay e ti senti su postalmarket.

E’ infatti con questo spirito che seguo informalmente i progressi verso la poltrona di primo cittadino della città che diede i natali a mio padre, a mio nonno, un altro paio di parenti ma anche ad uno dei quattro Sindaci di New York d’origine italiana, Vincent Impellitteri.
E di Sindaco in Sindaco, voglio raccontarvi perché quella di Marcello è una candidatura che poi così irrilevante non è.
Le Madonie ed in particolare Isnello, stanno vivendo un trentennio buio e scappare, è l’unica forma di resilienza alla vita rimasta. Un duro “nonsense”, persino da scrivere.

Ci troviamo in un territorio fantastico, dove natura e progresso possono coesistere sotto forma di turismo, di economia, di qualità della vita, da far invidia a qualsiasi paradiso montano d’Europa.
Eppure nessuno, in questi decenni, sembra essersi posto le domande e men che meno trovato le risposte, per invertire una tendenza che ha visto svuotare le case, impoverire le attività commerciali e intristire persino i clown della domenica pomeriggio. Uno scenario di quelli che Sergio Leone ci avrebbe messo due pistole, due occhi azzurri ed un mozzicone di sigaretta pendolante da una bocca pelosa ed è subito cinema.

Quando Marcello mi comunicò la possibilità di potersi impegnare in prima persona, dunque, esultai come ad un gol di Roberto Baggio ai mondiali del ’94. Anche perché la nostra Nigeria si chiama Sicilia ed i supplementari ormai sono scaduti da un po’.

Vi spiego anche perché.

Intanto la motivazione. Finalmente ci sono delle persone, impegnate e quasi tutte al di sotto dei quarant’anni, pronte a mettersi in gioco per la propria comunità. Potrà sembrare banale, ma ad Isnello non v’è un ricambio generazionale da che il Papa Giovanni Paolo II era stato appena eletto, l’Italia vinceva i mondiali dell’82, Pertini era Presidente e in Sicilia coppola e lupara erano uno stereotipo all’avanguardia.

Attorno a Marcello infatti si muove una possibile nuova classe dirigente di cui Isnello avrebbe veramente bisogno. Toccherà a loro, mi auguro, ricostruire quel sentimento di comunità che si è perso come una nuvola tra le stelle di una notte di San Lorenzo.

Le premesse ci sono e si può riuscire solo se la squadra funziona. Ecco perché è importante che “PartecipazionEImpegno”, evocativo nome del gruppo politico legato a Catanzaro, tra le imprese, abbia quella di non disperdere la forza del collettivo che in questi mesi ha saputo dimostrare.

L’uomo solo al comando, l’uomo che si addossa tutte le responsabilità lo abbiamo vissuto. Ce ne siamo lamentati tutti ed è anche ora di finirla.

E qui, pare, che la storia non si ripeterà. In “PartecipazionEImpegno” ci sono professionalità, storie e diversità, persone che si propongono per dare valore alla propria presenza.

I programmi, quei maledetti programmi.

Da anni si parla soltanto di “Parco Astronomico” e “Parco delle Madonie”, come se tutto il resto non fosse funzionale alla vita della comunità. Un po’ come parlare dello sviluppo di una società romana, senza mai citare acquedotti e strade.

La novità è che si stanno incontrando le persone, i giovani, gli anziani, i commercianti, insomma la popolazione. Non si può infatti prescindere da questo per avviare un percorso ragionato sui programmi.

Da Marcello, dai suoi, mi aspetto soprattutto innovazione, intuito nelle scelte derivate, una rivoluzione impattante per tutte le categorie sociali, che passi dal percorso già avviato e che non si dimentichi la strada. Perché Isnello non è soltanto una cartolina da raccontare per l’investimento legato al “Gal Hassin”, importante, per carità, ma c’è di più. E’ storia, tradizione, cultura. Isnello è una casa che aspetta residenti, investimenti e una bella ristrutturazione slegata dall’invasione del cemento.

Questa, dunque, sia un’occasione decisiva per avviare un trattore rimasto nel capannone per troppo tempo. Lo meritano gli Isnellesi, lo merita Isnello.

Ecco perché l’11 giugno, prima di andare al mare, in campagna o sdraiarvi sulla panchina, sarà importante passare il tempo necessario tra le pareti della vostra sezione elettorale.

Forza Marcello, forza “carusi”.