Domani si vota

domani si vota - beatrice brignone carmelo di gesaro pippo civati franz foti

Vorrei scrivervi un “domani si vota - beatrice brignone carmelo di gesaro pippo civati franz fotipitazzo” chilometrico su domani, vorrei trovare le parole per entrare nella testa di ognuno di voi e scoprire con estrema certezza che insieme non “traghetteremo” la Sicilia nelle mani del centrodestra siciliano.

Vorrei, ma non posso. Opto però per la fiducia, in particolare nella vostra libertà individuale, qualsiasi essa sia, affinché domani alle urne, esprimiate una preferenza, libera e onesta, ricordandovi, ancora, di mettere a fuoco gli anni che furono di Cuffaro e Lombardo.

Non avete bisogno di qualcuno che vi spieghi ogni singolo perchè; ce l’avete in casa, in famiglia o tra i vostri amici.

Ecco, citando Jobs, non act, siate folli, ma smettetela di essere affamati con le motivazioni sbagliate.

A domani

Quasi 5 novembre

Quasi 5 novembre

Quasi 5 novembreForse l’ultimo di questa campagna elettorale, ma anche il più difficile, quello in cui effettivamente dobbiamo impegnarci a fare l’ultima telefonata, l’ultimo sms e l’ultimo caffè per raccontare quanto è pericoloso riconsegnare questa regione al blocco di potere che dal 2000 ad oggi ha portato la Sicilia al default e che ci ha tolto, in sintesi, l’opzione “diritti” dalla scheda dignità.

Quel blocco, dopo anni di sputi e veleni, rivendica una gestione eccelsa della nostra terra, la stessa che oggi viene ricordata dai media solo come la “regione degli sprechi” senza però ma chiedersi la “ragione” degli sprechi.

La cosa divertente, non per me chiaramente, è che buona parte di essi, nel periodo d’oro della Casa delle libertà, la stessa che oggi si proclama al futuro al grido “sarà bellissima” ma con il fondamentale hashtag (il cancelletto), fu il motore di quella stagione degli sperperi.

Dalle assunzioni senza concorsi, alle gare di appalto milionarie, dai servizi esternalizzati e senza controllo fino alle famose partecipate. I somma, basta farsi un giro negli archivi della stampa per capire i motivi per cui quel blocco che si ripropone, adesso unito, per tornare a gestire quel che resta della nostra Regione.

E noi, sinceramente, non possiamo consentirlo! E attenzione, non per via di nomi impresentabili (che ci saranno sempre) e altre cagate varie che sono l’unico argomento di questa tornata elettorale, ma più semplicemente perché questa sicilia ha bisogno di redistribuire i diritti, non poltrone, non soldi, non clientele.

Minchia! Si futtieru i cabine!

Minchia! Si futtieru i cabine
Minchia! Si futtieru i cabine
Io e un facinoroso gruppo di estremisti della pennica, durante una manifestazione per liberare Mondello dalle cabine (gabbine).

Dopo la triste e sorprendente notizia del furto della Lapa ai danni dell’ex candidato Sindaco di Palermo, Ismaele La Vardera, di cui abbiamo parlato qualche giorno fa qui, si viene a sapere che ben mille cabine elettorali, anzi “gabbine” in alluminio, sono state sottratte la scorsa settimana, da un deposito comunale in via Luigi Galvani (fonte Repubblica Palermo).

Un ratto, pensato o forse nato, sulla base di un notevole equivoco: poterle riutilizzare lungo il rinnovato litorale di romagnolo.

Da qui dunque, la trovata di tre palermitani, così dicono le cronache, ricercati e poi trovati, per aver sottratto alla città beni di notevole valore a pochi mesi dalle elezioni di novembre. Un danno che il Comune adesso dovrà affrettarsi a risarcire, magari chiedendo un prestito alla “Italo Belga”.

Alle prossime elezioni dunque, si potrebbe realizzare il sogno di tutti i palermitani: un posto vista mare, grazie alla politica.

Purtroppo, la notizia vera dice che, nonostante siano stati individuati i presunti ladri, una parte di essere era già stata triturata per essere venduta sotto altra forma.

Ma se non fossero state distrutte, sarebbero sicuramente finite al “porto franco” di Ballarò, come bancarelle sui cui appoggiare ulteriore merce “arrubbata”.

Dove devo firmare? (citazione di una domanda che se hai fatto almeno una volta nella vita lo scrutatore avrai subito)

p.s.

Vi allego l’articolo pubblicato su “La Sicilia di Catania” del 2007 che ci raccontò come un gruppo di pensionati, io avevo 27 anni, che voleva liberare il mare dai ladri con le cabine. Un pezzo di storia da non dimenticare

Giovanni Bivona, eroe contemporaneo

Giovanni Bivona (foto presa da qualche parte nel web)

Giovanni Bivona se n’è andato così come era arrivato nelle case di tutti noi: in una notte. Il suo “protestiamo!” seguito da un cazzotto alla parete, diede il via ad uno dei tormentoni della prima era di Youtube in Italia ed in particolare in Sicilia, dove internet ancora per molti era un miraggio.

Una clip che passava di cellulare in cellulare, da pc a pc, da penna usb a penna usb, che all’epoca, in campo informatico, equivaleva a trasferirsi l’aids senza preservativo. Tutti corremmo il rischio di contagio, per avere, finalmente, il piacere di quel montaggio strampalato sul proprio dispositivo.

Il web e in particolare con l’arrivo di Youtube, creava miti e fenomeni fino ad allora intrappolati presso tv locali oppure relegati al semplice appellativo di “personaggio bizzarro” o “matto di paese”. “Fenomeni” per pochi, cominciavano da quel momento ad invadere le nostre case.

Non c’è uno in questa regione, uno solo, che non si ricordi di lui. Tutti ci divertimmo ad ascoltare quello sgrammaticato signore, “linobanfesco” nell’aspetto, che si proponeva su internet e sulle tv locali, per un voto alle amministrative agrigentine del 2003 (500 preferenze). Tre minuti di puro “scialo”, dove non si capii mai il confine tra satira e realtà, ma soltanto una cosa: “protestiamo!”

Giovanni Bivona VolantinoUn monito che lo rese celebre su scala nazionale, con tre anni di ritardo rispetto alle elezioni per cui si candidava, con tanto di interviste e trasferte reportage dalla sua attività di barbiere. Ne parlò persino il “Corriere della Sera“. Ricordo pure quel pomeriggio che ebbi la forte tentazione di passare da Agrigento per il solo piacere di farmi una foto con lui.

Io lo devo conoscere!

Poi mi arresi alla pigrizia e non se ne fece nulla.

Bivona eroe moderno e siciliano. Ispiratore/ispirato di/a una politica “cialtrona” e televisiva, chiassosa e sconclusionata, che aspirava però a parlare alla pancia della gente con temi quali il lavoro, la famiglia e il matrimonio con la mitica frase di sconforto: “così non ci saranno neanche produzione umana” ed infine, l’immancabile tema scottante dell’agrigentino: l’acqua.

“Manca l’acqua, a chiuvutu da matina a sira. Un invernu ca chiove e manca l’acqua!” da qui il secondo tormentone della clip “diciamo tutti insieme grazie che ho bevuto” e poi “un mi potti fare a doccia” e “fazzu na tanfa di moriri”, insomma, per farla breve, un linguaggio al limite del cabaret, montato ad arte con tanto di inno nazionale come sottofondo e gruppetto di giovani a far da coro in puro stile “Forza Italia”.

Praticamente un antesignano di quella politica della gente tra la gente che diventò, pochi anni dopo, il cavallo di battaglia del neonato “grillismo”.

Ecco chi era Giovanni Bivona, un “eroe” e primo vero grillino della storia della Sicilia.

Ti abbiamo voluto bene e te ne vorremo per l’eternità.

E protestiamo!

Ismaele (si futteru a lapa), amico mio

Isma ed Io fingiamo che amicizia nel 2017
Isma ed Io che fingiamo amicizia nel 2017

La candidatura a Sindaco di Palermo di Ismaele La Vardera è destinata a diventare un episodio da biblioteca della memoria della fanta-politica cittadina. Tipo quella del Sindaco Isidoro*, alias Raffaele Sabato o di Tommaso Dragotto**, alias Tommaso Dragotto.

L’esperienza, nata sotto la spinta della caccia alle streghe civica “contro i Golia” della politica, si è via via mutata in un assembramento di sigle a destra e sempre più a destra fino a Salvini, conclusasi poi con un giallo tutt’ora irrisolto: era un candidato reale o un esperimento pagato da mediaset?

E se già non fosse sembrato strano un candidato sostenuto fortemente dalla Lega Nord a Palermo, la querelle legale nata a seguito della scazzottata con Francesco Benigno, l’ha trasformata in un thriller alla Dan Brown.

Su questo, un giorno, chiaramente, si esprimerà definitivamente la magistratura, a cui tutti si sono poi rivolti per tutelare un pezzo di “sé” o di “io”.

Ad oggi intanto sappiamo che un giudice ha attribuito una ragione ad Ismaele e condannato l’ex Assessore Alessandro Pagano al pagamento delle spese legali.

Pagare e sorridere.

Ma chi è sto Ismaele La Vardera?

Ismaele deriva dall’ebraico “Yishma’el” che significa letteralmente “Dio ascolta”. Nella variante palermitana confuso con l”antico detto: “U signuri t’accumpagna” (il signore t’ accompagna).

Lo conobbi durante una campagna elettorale nel 2013. Stavamo dalle parti del comitato di Michela Stancheris allora candidata alle elezioni Europee, di cui facevo parte, e si aggirava in qualità di “responsabile stampa” di un artista che fu protagonista dalla “Maria Nazionale”. Sicuramente di quell’incontro non se ne ricorderà, ma tra un ammiccamento, un sorriso a favore di telecamere che non ci ripresero mai, diventammo “amici”. Ma non della De Filippi. Lo rividi durante il periodo elettorale durante qualche incontro. Gli chiesi il solito selfie per il mio archivio “amico mio” e nulla più.

Ismaele a questo giro faceva parte del gruppo dei candidati dalle voce bianca, cioè quelli che che si candidano sapendo di non centrare l’obiettivo del 5%, la soglia minima per ottener e dei consiglieri comunali. E’ giovane, anzi giovanissimo, tanto da far venire una crisi di gioventù e un brufolo sulla fronte a Ferrandelli.

"Contro i Golia", foto Repubblica Palermo
“Contro i Golia”, foto “arrubbata” a Repubblica Palermo

Ma La Vardera o come lo chiamano tutti, Ismaele La Vardera, non è nuovo alle candidature; Ecco infatti che, durante una delle mie ricerche per casa, spuntare fuori un volantino del 2014. Era ancora più giovane ed il ciuffo stava ancora spalmato, nascosto, come un qualsiasi ragioniere di provincia. E’ curioso, ma già all’epoca, il 2014, dovevo essere stato folgorato dal ragazzo, infatti lo fotografai col mio cellulare fino a ritrovarne traccia proprio adesso. Destini.

Identificato dai più per i capelli rossi, è un comunicatore, di quelli che fanno la televisione commerciale. Nel suo recente, breve, passato può vantare la partecipazione da inviato alla trasmissione “Le Iene” e l’iscrizione all’ordine dei giornalisti. Un modello, quello legato alla campagna elettorale che già all’epoca mi ricordava l’organizzazione di una trasmissione da proporre su Italia uno (lo ricorderanno i pochi amici a cui feci leggere le bozze di un articolo che non pubblicai mai). C’erano infatti tutti i presupposti; personaggi, musichette accattivanti, attori, nani da giardino, professionisti della ripresa, Giorgia Meloni e persino Ignazio La Russa. Manco fossimo agli “Sgommati”!

Forse è anche per questo che si è messo a studiare.

Il primo risultato, ad esempio, fu imparare a copiare, ma era il programma del Sindaco di Segrate (Mi). Vabbè, un errore. Qualcuno però se ne accorse e avvisò i giornali (non si capii mai come andarono le cose o meglio, non ci riuscii io. Qui la cronaca di quei giorni).

volantino francesco benignoSuccessivamente applicandosi con la matematica, in particolare con gli insiemi, ci accorgemmo tutti del talento.

Presentando infatti il simbolo della campagna elettorale: un cerchio con dentro altri tre cerchi che rappresentano altri simboli, scoprimmo la particolare propensione nel mettere insieme le cose, così come le persone. E siccome la matematica non è un’opinione, a differenza in ogni caso del voto, ne tennero conto persino gli elettori.

Ma nella logica degli insiemi, Ismaele, è riuscito a fare miracoli. In poco meno di un mese, è riuscito a portare a sé personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura quali, Francesco Benigno, Totò Borgese e persino Zoccola, che non è una mestierante, ma l’assessore ai rifiuti di Casal di Principe. Mica pizza e fichi.

Il ragazzo comunque si applica, ma può dare di più.

Ed è nella lettura dietro alla telecamera che si fa spazio il suo talento. Tipo quando in risposta al leader del carroccio Salvini, che in tv aveva proposto una possibile alleanza su Palermo, rispose, citando Gesù: “Io non ci sto!” E infatti uno dei tre loghi dell’insieme fu proprio “Noi con Salvini”.

Amunì dai, Salvini, come richiesto dallo stesso Ismaele, ti sarai scusato sul tuo passato di dichiarazioni sui siciliani.

Vero?

No!

Vabbè, ora però stai puntando il dito! Penserete voi…

Si presentò alla città dicendo di non saper fare il Sindaco, oggi, tenne a specificare, e noi, palermitani, che siamo persone che premiamo la sincerità, ce ne ricordammo. Il Sindaco infatti non arrivò a farlo, raggranellando comunque seimilacinquecentonovantasei preferenze (2,79%).

Ma a dar luce alla lista furono due candidati che si rivelarono delle belle realtà, uno molto noto e citato già poche righe fa, Francesco Benigno, l’altro, noto agli addetti ai lavori, tale Francesco Vozza, leader del carroccio palermitano, praticamente “un arancino” a Palermo.

Commento di Francesco Benigno sulla rissa

Con Francesco Benigno, l’idillio amoroso, fatto di video e selfie finì con una scazzottata che fece scaturire poi l’indignazione della coalizione a cui entrambi appartenevano. Motivo della lite, disse all’epoca l’attore, fu la presunta rivelazione fattagli dal giornalista e cioè, che la candidatura fosse in realtà un mezzo per conoscere e riprendere fatti e segreti di una campagna elettorale, da mandare poi in onda, sotto forma di documentario.

Benigno, raccontano le cronache di quei giorni, non prese bene la vicenda e non prese bene neppure il risultato, 156 preferenze personali. E per dimostrare che in effetti lui era “per dare voce a chi voce non ha, ma ha molto da dire”, mettendo in pratica il suo successivo slogan “abbattiamoli”, quella sera del 14 di giugno, deve aver reagito secondo coscienza (qui). Scrisse in seguito sulla sua pagina facebook, il 20 giugno, “tutti a rimproverarmi per avergli dato solo uno schiaffo e pensandoci forse avete ragione, ma preferisco che lo faccia la giustizia”. Insomma, una semi ammissione, dopo le prime dichiarazioni che smentivano quanto raccontato dall’ex Iena ai carabinieri e alla stampa, e che comunque aveva sempre giustificato quale reazione ad una presunta aggressione alla compagna.

Volantino di Francesco VozzaVozza, che ha anche un blog che vi invito a leggere (francescovozza.net), invece fu il più polemico sulla stampa e sui profili personali (qui alcune notizie). Inizialmente indicato quale possibile candidato a Sindaco dal suo partito, “Noi con Salvini”, venne spossessato dell’opportunità sulla scia dell’irriverenza mostrata da Ismaele.

Ma fu una sua dichiarazione contro un candidato di Sinistra Comune, tale Md Alamin, immigrato e residente a Palermo, che lo fece balzare agli onori della cronaca e riprendere dallo stesso La Vardera (qui). Una polemica che si chiuse con le scuse dello stesso Vozza, ma che inasprì di molto il rapporto tra i due. Come si capii dopo la scazzottata.

Finite dunque le ore della campagna elettorale e del post rissa, di Isma e dei suoi non si sa più nulla, fino ad arrivare ad oggi.

Buttana ra miseria! Ci futtieru a Lapa!

Io, Ismaele, Giorgia Meloni e la Lapa durante un evento elettorale al Politeama

Questa mattina (7 settembre 2017), infatti, Palermo si è svegliata con la notizia, terribile, del ratto della Lapa che il prode Ismaele aveva portato in giro per la città. La stessa sulla quale si accomodarono le chiappe di Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Ignazio La Russa. La stessa che fu mezzo di trasporto da esibire lungo i giorni che separarono la città al voto.

Uno sgarro, che il Rosso questa mattina ha denunciato anche pubblicamente.

“Signori ladri togliete almeno gli adesivi con la mia faccia!” scrive sul suo profilo facebook.

Che poi dico io, vi futtite ‘u lapino ca so facci?

Ma cu quali coraggio?!?

Note:
* Raffaele Sabato, il Sindaco Isidoro
Caratterista e noto cabarettista palermitano, sfidò la politica palermitana con una lista chiamata appunto “Sindaco Isidoro”, personaggio dei suoi spettacoli, che racimolò alle elezioni del 1997, vinte da Leoluca Orlando (58,6%), secondo Gianfranco Micciché (35,3%), lo 0,65% dei voti, cioè 2305 preferenze. Attenzione, duemilatrecento preferenze possono sembrare poche, ma viste oggi, raffrontate con i dati delle ultime comunali, sono percentuali che coalizioni ben più abbondanti e “serie” non raggiunsero mai.
** Tommaso Dragotto
L’imprenditore con la passione della politica, oggi sponsor del Palermo Calcio. Nel 2012 fondò il movimento “Impresa Palermo” che sfidò, Leoluca Orlando (sempre lui!) e Fabrizio Ferrandelli, racimolando appena 1985 preferenze (circa quattromila le liste), nonostante l’esborso milionario e personale, così si narra, per la campagna elettorale. Un’esperienza che lo turbò e lo fece arrabbiare molto, e che non ripeté più. Almeno fino ad oggi.

Ammucchiata in Regione, amica mia

Ammucchiata amica miaAll’alba dell’ormai certa candidatura del Rettore Fabrizio Micari si ricompatta, quasi definitivamente, l’ammucchiata che ha già visto trionfare a Palermo Leoluca Orlando. Unici a sfilarsi, rispetto alle elezioni di primavera, mi riferisco alla stagione, sono gli uomini e le donne di Sinistra Comune, tenuti al palo e fuori dalla giunta il giorno dopo le elezioni.

Vince il braccio di ferro, più che altro la luna di miele, ottenuta già a Marzo, Leoluca Orlando, promotore e ideatore dell’idea Micari, vissuta fortemente anche dai Renziani, un volto unico che parte da Davide Faraone fino ad arrivare all’ex Ministro democristiano Totò Cardinale, da sempre ostili, senza mai lasciare la giunta, a Rosario Crocetta.

Della partita dunque saranno gli Alfaniani di Sicilia con Giuseppe Castiglione (ex PDL) e Giovanni Pistorio, (ex MPA) già assessore del Governo in carica ed i “Centristi per l’Europa” di Pier Ferdinando Casini guidati in Regione da Gianpiero D’Alia, per un attimo possibile candidato in terna con Giovanni La Via e Dore Misuraca ( entrambi ex PDL).

Ultimi ad aggregarsi, con buona probabilità, saranno i crocettiani, fin’ora agguerriti sull’ipotesi di un “Crocetta bis” e da ieri invece, morbidi, con le dichiarazioni e possibilisti.

A far da sponda lo stesso Segretario Regionale del Partito Democratico, Fausto Raciti, che ha parlato di unità del partito per evitare la rottura con i fedelissimi del Presidente gelese. “Sto lavorando per creare le condizioni per tenere anche Crocetta, perché dia una mano, non per espellere nessuno. A decidere saranno gli organismi regionali competenti”. Aperti e disponibili all’ipotesi ticket “Micari-Crocetta” persino Giuseppe Lumia, co-ideatore del Megafono e Giovanni Panepinto unico ad esprimersi nel Pd, insieme a Raciti. Intanto l’attuale Governatore ha già convocato la stampa per il 30 di agosto inviando a tutti un manifesto elettorale con su scritto “Liberi”.

Vacillano invece gli uomini di “Campo Progressista” di Giuliano Pisapia, che in Sicilia contano ben 27 fan nella pagina ufficiale facebook per la regione , inizialmente accomodanti sull’ipotesi Rettore e che adesso sembrerebbero più orientati ad un accordo con SI, Mdp-Articolo 1 e gli altri, Psi, Possibile, Verdi e Prc, su Claudio Fava, ancora (?!?), o Ottavio Navarra.

Isnello senza volano, amico mio!

Marcello Catanzaro è il nuovo Sindaco di Isnello. Si chiude una campagna elettorale da “volano” della simpatia, con “PartecipazioneImpegno” che fa il pienone

Da un periodo di tempo ho scoperto che si vince un’elezione solo se non si citano alcune particolari parole che potremmo definire parole “chiavica”. Una di queste, sicuramente è “volano”, termine tra i più abusati dalla politica italiana, per indicare un potenziale “traino inarrestabile” di un settore di qualcosa. Una “metafora” insomma, usata dalla stragrande maggioranza della politica, la stessa che ha esaurito termini, terminologie e persino le metafore.

Per non parlare delle idee, dei progetti e della progettualità. Anche ad Isnello si voleva vincere usando “volano” dentro ad un comizio, citando Papi da un balcone alto sei metri rispetto alla piazza in ascolto e con la tattica dell’immersione e sottrazione dal confronto. Una cosa che manco il Berlusconi dei “cucù” avrebbe retto.

Insomma, qualcosa che a pensarci non è solo anacronismo, è proprio un errore di comunicazione da sussidiario della politica. Da abecedario della comunicazione del secolo scorso.

Bubusettete!

E’ così che il gruppo “PartecipazioneImpegno”  ha stravinto, con uno scarto di 265 preferenze, la competizione per la guida della cittadina. Marcello Catanzaro, amico mio, quindi, da ieri notte, è il nuovo Sindaco.

Sfida ad isnello palchi che si guardano
Le due liste allestiscono la piazza Mazzini in contemporanea

Avevo previsto sarebbe stata una vittoria con una forbice dal 65% al 70%, ho sbagliato più o meno di 3 punti percentuali, senza però mai rompere con le telefonate ed i sondaggi. Giusto una questione di intuito rispetto al sentire della piazza, la stessa che si tentava di coinvolgere da 6 metri d’altezza. La stessa che ad un certo punto è rimasta ad ascoltare Marcello raccontare ormai la sua infanzia, il meteo e come si stava bene quando gli autobus partivano in orario (ad Isnello non ci sono e non ci saranno mai ferrovie).

Una campagna elettorale arrivata al culmine, dopo mesi di mugugni e grandi entusiasmi, venerdì notte, quando, entrambi i candidati, a pochi minuti di distanza uno dall’altro, si sono sfidati per la prima volta vicini (incredibile!), ma non insieme.

Una situazione surreale. Momento che ho vissuto come in una delle famose scene del film di Franco e Ciccio “I 2 Deputati“; la trama era la stessa, due parenti, qui ad Isnello molti di più, che si detestano e si scontrano a pochi passi uno dall’altro, cordialmente.

Un duello fatto di parole, accuse, contraccolpi. Prima da parte di Maria Grisanti ed i suoi, infine di Marcello, da solo, su un palco affollato.

Ma è stata la parola “volano” a mettere fine alle speranze della candidata della lista “Insieme per Isnello” (“votate per il simbolo con la fontana” cit.).

Scherzo (non è vero).

E’ così, ieri sera e tutta la notte fino al mattino, col fiato sospeso, ma non troppo, buona parte del paese si è riunito presso la scuola di Isnello, ad attendere il risultato dello scrutinio.

Intorno alle due era ormai chiaro che Marcello fosse ad un passo dalla vittoria e dunque calava, silenziosamente, anch’esso verso i seggi per l’esito definitivo dello spoglio. Più leggero, incredulo, baciando bambini, adulti, anziani, uomini e donne indistintamente, il tutto mentre si avviava un cambio turno naturale con i supporters della lista avversaria, che, pian piano, capito l’andazzo, si allontanavano “felpatamente” tra la folla. A differenza invece di quelli che avevano già in tasca il biglietto del carro del vincitore. Loro stavano sempre al loro posto. Da tristi a felici in poco meno di un secondo. Più veloci di una Lamborghini! Alcuni anche in lacrime, da veri professionisti.

Più o meno verso le tre, un lungo l’applauso, accompagnava alla conclusione le operazioni di lettura delle schede, proprio mentre tra la folla, ormai da due ore e per la trecentesima volta, arrivava il messaggero di turno con il telegramma dai seggi: “mancano le ultime 50 e ci siamo”. “Carollo (Antonio ndr) da primato, quasi gli stessi voti di Maria (Grisanti ndr)“.

E fu subito festa.

Foto, abbracci, baci, doppi baci, baci ripetuti, baci carpiati, baci bavosi, baci sudati, baci rubati. Catanzaro ufficialmente Sindaco di Isnello e tutti in fila, in ascesa, presso la sede di “PartecipazioneeImpegno” dove, spumante e bicchierini da caffè, siglavano il termine della notte delle elezioni.

E venne il giorno…

Codardi, amici miei!

volpe isnello codardi

Manca pochissimo e finalmente si chiuderanno le partite di governo di tantissimi comuni siciliani. Faccio un appello agli ultimi codardi: esprimetevi

Manca un giorno al voto, in Sicilia c’è grande fermento. La tensione sale, i bar quintuplicano gli affari, l’arancina al burro vale oro, i fischi sembrano fiaschi.

E’ il momento in cui si può attaccare tutto e chiunque, travisarne i momenti, scontornarne le emozioni, i messaggi, i segnali e criticare. Magari chi, ad esempio, ha deciso di mettere la propria faccia candidandosi, oppure perché no, scrivendo. Anche faziosamente come me.

Non è un problema. Il valore della critica resta sempre più alto di un qualsiasi silenzio, resta comunque avulso dal contesto o meglio, dal momento in cui lo si pone.

Si può essere contrari ad una scelta, ne siamo tutti consapevoli. Lo si può essere con decisione. Mai però sottobanco! Utilizzando mezze parole, messaggi subliminali, ipotesi surreali e mezzucci utili a sostenere le proprie tesi. Bisogna urlarle, anche quando tutto questo può attirare palate di merda.

Perché non è la negazione di un confronto a rendere migliori le persone, è l’esercizio della propria coscienza a farlo.

Non serve il livore, non serve il rancore, non serve l’autoproclamazione per sentirsi migliori, se poi, l’unico “essere” che rendete partecipe del vostro intelletto è lo specchio di casa.

Abbiate la forza di non essere codardi, di uscire le emozioni, anche stupide. Anche quando verrete demoliti. Sappiate parlare anche dietro ad una bordata di fischi.

Alla fine, chi perde, è solo chi si nega. Perché non saprà mai il valore delle proprie idee.

L’espressione del proprio pensiero non è un cartello con su scritto “wanted”, è solo la libertà di essere se stessi, al di là di ciò che può pensare qualcuno.

E sentirsi dire ogni tanto “cretino/a” non ha mai ucciso nessuno. Non ucciderà neppure voi.

20 anni, amici miei!

comizio 20 anni

Meno due giorni al voto. Isnello è in fermento! Ieri una candidata di 20 anni sul palco

daniela colantoni 20 anniIeri sera in piazza Mazzini ad Isnello si è svolta la penultima giornata di comizi dedicati alle amministrative per il Paese. Un momento assai particolare per la cittadina, un comizio dove a parlare non era il candidato Sindaco, ma due rappresentanti importanti del progetto “PartecipazioneImpegno“.

Uno dei motivi è stato ascoltare la voce di una ragazza di vent’anni, Daniela Colantoni, libera, forse ancora un po’ incerta nella gestione dei tempi di un comizio, ma convincente nello spirito da battaglia.

Ed io di comizi ne ho visti parecchi, da quando i vent’anni erano i miei. Ho già detto che per la lista legata a Marcello Catanzaro ho un debole, di amicizia, di stima e di speranza, da qualche tempo anche di curiosità.

In particolare verso questa giovane candidata che da ultima arrivata in lista ha saputo integrarsi in un gruppo forte e coeso. Un collettivo che già da tempo costruiva un progetto per Isnello e che ha aperto le porte ad una “carusa” più “carusa” ancora. Forse in una città sarebbe stata una partecipazione scontata, meno in una piccola realtà come questa, dove, non sempre, ci sono sempre dei giovani motivati e a cui comunque molto spesso si lascia il ruolo di riempi lista.

Qui invece qualcosa suona in modo diverso. Vedo una seria partecipazione e tanto, tantissimo impegno. Può sembrare scontato, può sembrare retorico, ma io vent’anni li ho avuti quasi vent’anni fa, quando le porte molto spesso erano chiuse o ad accesso controllato. E comunque, noi, per pigrizia o disinteresse al massimo stavamo concentrati sul pallone.

Dunque sono rimasto sorpreso da ciò che sta accadendo in paese, sia per Daniela, che mi auguro possa essere eletta per lanciare un ulteriore messaggio sia alla comunità che alle Madonie stesse. Luoghi che da troppo tempo si crogiolano dietro la delega di responsabilità e, soprattutto, al menefreghismo verso i propri territori.

Momento di relax post comizio presso la sede di PartecipazioneImpegno

“PartecipazioneImpegno” sta dimostrando di essere qualcosa di diverso, in tutti i sensi. Una spinta emotiva che tutte le sere anima la piazza a pochi passi dalla Chiesa Madre, dove una fiumana di persone si ritrova presso la sede della campagna elettorale, con momenti di confronto, buon cibo e devo dirvi, anche divertimento. Sono queste le serate che stanno accompagnando i giorni del voto ed io molto spesso vi partecipo. Soprattutto per il cibo.
Questa infatti, sicuramente, è la campagna elettorale più banchettosa a cui abbia mai partecipato.

Vi allego il video del comizio di ieri sera, 8 giugno 2017, un momento importante per Isnello.

Giorno 11 dunque, andate a votare! Per il futuro di Isnello!

Insieme a Daniela, Mariano Leggio (Assessore designato) e Marcello Catanzaro, vi segnalo le persone valide che invito a sostenere e sulle quali avrei difficoltà a scegliere, perché veramente, tutte amiche e perbene. Ve le cito, linkandovi anche profili facebook:

Anna Agostara, Salvatore Alleca, Antonio Carollo, Maria Enza Capitummino, Giuseppe Cultrara, Rosario Crapa, Irene Di Stefano, Marco Grisanti, Anna Scalzo

Ego, amico mio!

ego amico mio

A tre giorni dal voto, una riflessione sulla potenza dell’ego che la campagna elettorale scatena. Narcisi all’arrembaggio

Da più di 15 anni, a vario titolo, partecipo a comitati elettorali, segreterie, sedi improvvisate, camper e persino balconi elettorali. La politica mi piace e cerco di rendermi utile per quello che so fare. È sempre occasione divertente per conoscersi e per trovare spunti per la scrittura.
E quando si sta in campagna elettorale, tutto diventa riferito a se stessi. Ormai ne ho la convinzione.

Sta parrannu cu mia! ‘U sintisti chi dissi? Curnutu!

Ogni occasione di questa, ogni diceria, messaggio, comunicato di un avversario e non solo, persino i messaggi nella bottiglia, danno luogo ad incazzature di proporzioni bibliche.
Attorno a queste voci si costruiscono liti che arrivano fino alla distruzione di intere famiglie.
Specialmente poi nei piccoli centri o nei quartieri di città, dove tutto è amplificato dai “riporter” di professione: portieri, parrucchieri, persianisti, banconisti e banconisti di chiesa.
Ad ognuno di loro è assegnato il ruolo implicito di penetrazione dell’informazione sui vari livelli della collettività.

Che siano uomini, donne, ragazzi, avventori di passaggio, nessuno, ripeto, nessuno, durante una campagna elettorale, può scansare un commento, un aneddoto o una storia “da non raccontare a nessuno, la so solo io”.

E’ un gioco delle parti che accontenta tutti, chi racconta, chi è citato e chi soddisfa la propria curiosità ascoltando.

Ecco perché è divertente stare tra la gente. La gente che si candida. E’ un modo per conoscere quanto spropositato è l’ego di ognuno di loro, di ciascuno di noi.

Nessuno infatti può ritenersi escluso dal sentirsi tirato fuori dall’essere narciso. Neppure io, che nel mio piccolo contribuisco al sentimento d’amor proprio d’ognuno di loro con questi miei post che poi non raccontano altro che voci, che si diffondono a colpi di click. Come in un salone da barba.

Praticamente sono una parrucchiera anch’io. Ormai l’ho capito.