Codardi, amici miei!

volpe isnello codardi

Manca pochissimo e finalmente si chiuderanno le partite di governo di tantissimi comuni siciliani. Faccio un appello agli ultimi codardi: esprimetevi

Manca un giorno al voto, in Sicilia c’è grande fermento. La tensione sale, i bar quintuplicano gli affari, l’arancina al burro vale oro, i fischi sembrano fiaschi.

E’ il momento in cui si può attaccare tutto e chiunque, travisarne i momenti, scontornarne le emozioni, i messaggi, i segnali e criticare. Magari chi, ad esempio, ha deciso di mettere la propria faccia candidandosi, oppure perché no, scrivendo. Anche faziosamente come me.

Non è un problema. Il valore della critica resta sempre più alto di un qualsiasi silenzio, resta comunque avulso dal contesto o meglio, dal momento in cui lo si pone.

Si può essere contrari ad una scelta, ne siamo tutti consapevoli. Lo si può essere con decisione. Mai però sottobanco! Utilizzando mezze parole, messaggi subliminali, ipotesi surreali e mezzucci utili a sostenere le proprie tesi. Bisogna urlarle, anche quando tutto questo può attirare palate di merda.

Perché non è la negazione di un confronto a rendere migliori le persone, è l’esercizio della propria coscienza a farlo.

Non serve il livore, non serve il rancore, non serve l’autoproclamazione per sentirsi migliori, se poi, l’unico “essere” che rendete partecipe del vostro intelletto è lo specchio di casa.

Abbiate la forza di non essere codardi, di uscire le emozioni, anche stupide. Anche quando verrete demoliti. Sappiate parlare anche dietro ad una bordata di fischi.

Alla fine, chi perde, è solo chi si nega. Perché non saprà mai il valore delle proprie idee.

L’espressione del proprio pensiero non è un cartello con su scritto “wanted”, è solo la libertà di essere se stessi, al di là di ciò che può pensare qualcuno.

E sentirsi dire ogni tanto “cretino/a” non ha mai ucciso nessuno. Non ucciderà neppure voi.

20 anni, amici miei!

comizio 20 anni

Meno due giorni al voto. Isnello è in fermento! Ieri una candidata di 20 anni sul palco

daniela colantoni 20 anniIeri sera in piazza Mazzini ad Isnello si è svolta la penultima giornata di comizi dedicati alle amministrative per il Paese. Un momento assai particolare per la cittadina, un comizio dove a parlare non era il candidato Sindaco, ma due rappresentanti importanti del progetto “PartecipazioneImpegno“.

Uno dei motivi è stato ascoltare la voce di una ragazza di vent’anni, Daniela Colantoni, libera, forse ancora un po’ incerta nella gestione dei tempi di un comizio, ma convincente nello spirito da battaglia.

Ed io di comizi ne ho visti parecchi, da quando i vent’anni erano i miei. Ho già detto che per la lista legata a Marcello Catanzaro ho un debole, di amicizia, di stima e di speranza, da qualche tempo anche di curiosità.

In particolare verso questa giovane candidata che da ultima arrivata in lista ha saputo integrarsi in un gruppo forte e coeso. Un collettivo che già da tempo costruiva un progetto per Isnello e che ha aperto le porte ad una “carusa” più “carusa” ancora. Forse in una città sarebbe stata una partecipazione scontata, meno in una piccola realtà come questa, dove, non sempre, ci sono sempre dei giovani motivati e a cui comunque molto spesso si lascia il ruolo di riempi lista.

Qui invece qualcosa suona in modo diverso. Vedo una seria partecipazione e tanto, tantissimo impegno. Può sembrare scontato, può sembrare retorico, ma io vent’anni li ho avuti quasi vent’anni fa, quando le porte molto spesso erano chiuse o ad accesso controllato. E comunque, noi, per pigrizia o disinteresse al massimo stavamo concentrati sul pallone.

Dunque sono rimasto sorpreso da ciò che sta accadendo in paese, sia per Daniela, che mi auguro possa essere eletta per lanciare un ulteriore messaggio sia alla comunità che alle Madonie stesse. Luoghi che da troppo tempo si crogiolano dietro la delega di responsabilità e, soprattutto, al menefreghismo verso i propri territori.

Momento di relax post comizio presso la sede di PartecipazioneImpegno

“PartecipazioneImpegno” sta dimostrando di essere qualcosa di diverso, in tutti i sensi. Una spinta emotiva che tutte le sere anima la piazza a pochi passi dalla Chiesa Madre, dove una fiumana di persone si ritrova presso la sede della campagna elettorale, con momenti di confronto, buon cibo e devo dirvi, anche divertimento. Sono queste le serate che stanno accompagnando i giorni del voto ed io molto spesso vi partecipo. Soprattutto per il cibo.
Questa infatti, sicuramente, è la campagna elettorale più banchettosa a cui abbia mai partecipato.

Vi allego il video del comizio di ieri sera, 8 giugno 2017, un momento importante per Isnello.

Giorno 11 dunque, andate a votare! Per il futuro di Isnello!

Insieme a Daniela, Mariano Leggio (Assessore designato) e Marcello Catanzaro, vi segnalo le persone valide che invito a sostenere e sulle quali avrei difficoltà a scegliere, perché veramente, tutte amiche e perbene. Ve le cito, linkandovi anche profili facebook:

Anna Agostara, Salvatore Alleca, Antonio Carollo, Maria Enza Capitummino, Giuseppe Cultrara, Rosario Crapa, Irene Di Stefano, Marco Grisanti, Anna Scalzo

Ego, amico mio!

ego amico mio

A tre giorni dal voto, una riflessione sulla potenza dell’ego che la campagna elettorale scatena. Narcisi all’arrembaggio

Da più di 15 anni, a vario titolo, partecipo a comitati elettorali, segreterie, sedi improvvisate, camper e persino balconi elettorali. La politica mi piace e cerco di rendermi utile per quello che so fare. È sempre occasione divertente per conoscersi e per trovare spunti per la scrittura.
E quando si sta in campagna elettorale, tutto diventa riferito a se stessi. Ormai ne ho la convinzione.

Sta parrannu cu mia! ‘U sintisti chi dissi? Curnutu!

Ogni occasione di questa, ogni diceria, messaggio, comunicato di un avversario e non solo, persino i messaggi nella bottiglia, danno luogo ad incazzature di proporzioni bibliche.
Attorno a queste voci si costruiscono liti che arrivano fino alla distruzione di intere famiglie.
Specialmente poi nei piccoli centri o nei quartieri di città, dove tutto è amplificato dai “riporter” di professione: portieri, parrucchieri, persianisti, banconisti e banconisti di chiesa.
Ad ognuno di loro è assegnato il ruolo implicito di penetrazione dell’informazione sui vari livelli della collettività.

Che siano uomini, donne, ragazzi, avventori di passaggio, nessuno, ripeto, nessuno, durante una campagna elettorale, può scansare un commento, un aneddoto o una storia “da non raccontare a nessuno, la so solo io”.

E’ un gioco delle parti che accontenta tutti, chi racconta, chi è citato e chi soddisfa la propria curiosità ascoltando.

Ecco perché è divertente stare tra la gente. La gente che si candida. E’ un modo per conoscere quanto spropositato è l’ego di ognuno di loro, di ciascuno di noi.

Nessuno infatti può ritenersi escluso dal sentirsi tirato fuori dall’essere narciso. Neppure io, che nel mio piccolo contribuisco al sentimento d’amor proprio d’ognuno di loro con questi miei post che poi non raccontano altro che voci, che si diffondono a colpi di click. Come in un salone da barba.

Praticamente sono una parrucchiera anch’io. Ormai l’ho capito.

Non so per chi votare, amico mio

Siamo a pochi giorni dalle elezioni comunali palermitane e veramente non so ancora per chi votare. D’altronde sono tutti amici miei, chi potrei mai scontentare?

Cari amici degli amici, ormai ci siamo.

Mancano soltanto pochi giorni, ballottaggio escluso e sapremo, finalmente (yuuu uh), chi sarà il prossimo sindaco di Palermo, anzi dell’area Metropolitana di Palermo.

Nella noia più totale sono passati i mesi che hanno avvicinato la città all’evento più atteso dalle tipografie: le elezioni. Nessuno scoop, nessun colpo di scena, qualche colpo di scopa, i soliti annunci di querele tra candidati e nulla più.

Siamo a pochi giorni dal voto e veramente non so ancora per chi votare. D’altronde sono tutti amici miei, chi potrei mai scontentare?

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Abdicazione, amica mia!

Abdicazione Pino Mogavero

Ieri ad Isnello, il discorso di “arrivederci”, anzi di abdicazione, di Pino Mogavero, storico ed incontrastato “Lìder” della comunità madonita.

Abdicazione Pino Mogavero
Pino Mogavero, piazza Mazzini, 4 giugno 2017, giorno dell’abdicazione

Amici ed amiche, come si direbbe ad un comizio che si rispetti, ieri sera, dopo 35 anni di politica attiva e 25 da amministratore , Pino Mogavero, stella del firmamento, e non lo scrivo a caso, ha ufficialmente abdicato al ruolo di Sindaco di Isnello. Abdicato, un termine che pure non uso a sproposito. Mogavero infatti è il bello ed il cattivo tempo della comunutà, l’uomo ovunque, immagine riconosciuta e riconoscibile di questo paese, piccolo, come ama ribadire il suo possibile successore Marcello Catanzaro, ma cazzuto. 

Con Pino ci siamo cresciuti un po’ tutti, vuoi per il suo ruolo medico, vuoi perchè fa pure il ginecologo, vuoi perchè in paese ci si conosce tutti, nella storia di Isnello, il suo percorso, in ogni caso, resterà impresso. Un uomo a cui hanno dedicato un asteroide, non scherzo e ultimamente una pizza, qua scherzo, ma non troppo (pizzeria La Brace, pizza “Gal Hassin”).

25 anni, ci sono Re, Imperatori e Papi che sono durati molto meno. 25 anni fatti di politica, polemica e parzialità, e non lo dico come accezione negativa, anzi, bisogna riconoscere, con una certa invidia, la costanza con cui ha perseverato nel mantenere la sua visione sempre parziale, sia nelle scelte che negli uomini. Perché appunto, all’Imperatore Isnellese, tutto si può dire, tranne di essere stato un incoerente.

Burbero, scontroso e non avezzo all’incontro con la piazza. Uno stile quasi da “macho” della politica, irreplicabile per certi aspetti. Un uomo da saloon piuttosto che da salotto, all’estremo opposto a qualsiasi regola dell’immaginario da politico all’italiana. Niente “carissimo”, niente sorrisi e strette di mano, figuriamoci baci sulla fronte a bambini issati su da genitori in cerca di miracolo, al massimo un “vaffanculo” a denti stretti, tra una tirata di sigaretta e l’altra, mentre spulcia distrattamente un documento, una ricetta medica o l’ultima lettera di congratulazioni ricevuta dalla Nasa.

Insomma uno a cui orgogliosamente non gliene fotte nulla del prossimo, inteso come elettore (della coltivazione dell’elettorato, mi correggo) , ma che è riuscito a crearle un dominio sul territorio di cui dovremo tenerne conto prossimi 20 anni.
Sicuramente, per esempio, per l’ostinazione che lo ha portato a realizzare, tra le frasche delle Madonie, un Parco Astronomico, “Gal Hassin” ritenuto dalla comunità scientifica internazionale, di importanza strategica per la ricerca. Un polo, come ha sottolineato ieri dal palco di Piazza Mazzini lo stesso Mogavero, in grado di pesare sull’intero futuro di Isnello. E la cosa stupefacente è che ha ragione! Volente o nolente questa struttura ormai esiste e sarà sempre al centro del dibattito cittadino in futuro, anche perché, pensate un po’, sarà lui, con molta probabilità, a gestirla. Come già nel presente e nel passato. Insomma, come ha tenuto a precisare nell’addio commosso, Lui ci sarà. Per sempre, nell’eternità. Che lo vogliate o no.

Carusi, amici miei (questo post non andrà su Balarm)

l’11 giugno si vota anche ad Isnello. Io sto con Marcello Catanzaro

Cos’è, cos’è
Questa vita fatta ad esse
Tu giri col calesse
Ed io non c’è l’ho
Cos’è, cos’è
Questo padre che comanda
Mi vuole alla filanda
Ma non insieme a te
Cos’è, cos’è
Questa grande differenza
Se non facevi senza
Di questi occhi miei
Perché, perché
Nella mente del padrone
Ha il cuore di cotone
La gente come me (La Filanda – Milva)

L’undici giugno la Sicilia è chiamata al voto, ne parlo da un mesetto su Balarm, raccontandovi i fatti di casa nostra (Palermo). Tra le cose, è doveroso dirvi che esiste ancora una provincia, anche se nessuno ve lo racconterà mai (cit.). Tra i comuni al voto infatti c’è anche Isnello, paese delle Madonie da 1500 residenti, 42 volpi, 73 pecore, 50 vacche, 2 tori, 1 pappagallo, 1 Parco Astronomico, 2 candidati Sindaco ed imprecisati cinghiali.

Nella valle, cinquecentometri dal livello del mare, si sfidano Marcello Catanzaro, avvocato, 36 anni, amico mio e Maria Grisanti, pensionata della Regione Siciliana che non ho mai incontrato.
Ora il fatto potrebbe sembrare irrilevante, in effetti lo è, però Marcello è vero amico mio e lo sostengo affettuosamente. Dunque questo è un mezzo endorsement per la sua candidatura, di quelli sinceri, non a pagamento, neppure sponsorizzato di quelli che ci metti cinque euri nella postepay e ti senti su postalmarket.

E’ infatti con questo spirito che seguo informalmente i progressi verso la poltrona di primo cittadino della città che diede i natali a mio padre, a mio nonno, un altro paio di parenti ma anche ad uno dei quattro Sindaci di New York d’origine italiana, Vincent Impellitteri.
E di Sindaco in Sindaco, voglio raccontarvi perché quella di Marcello è una candidatura che poi così irrilevante non è.
Le Madonie ed in particolare Isnello, stanno vivendo un trentennio buio e scappare, è l’unica forma di resilienza alla vita rimasta. Un duro “nonsense”, persino da scrivere.

Ci troviamo in un territorio fantastico, dove natura e progresso possono coesistere sotto forma di turismo, di economia, di qualità della vita, da far invidia a qualsiasi paradiso montano d’Europa.
Eppure nessuno, in questi decenni, sembra essersi posto le domande e men che meno trovato le risposte, per invertire una tendenza che ha visto svuotare le case, impoverire le attività commerciali e intristire persino i clown della domenica pomeriggio. Uno scenario di quelli che Sergio Leone ci avrebbe messo due pistole, due occhi azzurri ed un mozzicone di sigaretta pendolante da una bocca pelosa ed è subito cinema.

Quando Marcello mi comunicò la possibilità di potersi impegnare in prima persona, dunque, esultai come ad un gol di Roberto Baggio ai mondiali del ’94. Anche perché la nostra Nigeria si chiama Sicilia ed i supplementari ormai sono scaduti da un po’.

Vi spiego anche perché.

Intanto la motivazione. Finalmente ci sono delle persone, impegnate e quasi tutte al di sotto dei quarant’anni, pronte a mettersi in gioco per la propria comunità. Potrà sembrare banale, ma ad Isnello non v’è un ricambio generazionale da che il Papa Giovanni Paolo II era stato appena eletto, l’Italia vinceva i mondiali dell’82, Pertini era Presidente e in Sicilia coppola e lupara erano uno stereotipo all’avanguardia.

Attorno a Marcello infatti si muove una possibile nuova classe dirigente di cui Isnello avrebbe veramente bisogno. Toccherà a loro, mi auguro, ricostruire quel sentimento di comunità che si è perso come una nuvola tra le stelle di una notte di San Lorenzo.

Le premesse ci sono e si può riuscire solo se la squadra funziona. Ecco perché è importante che “PartecipazionEImpegno”, evocativo nome del gruppo politico legato a Catanzaro, tra le imprese, abbia quella di non disperdere la forza del collettivo che in questi mesi ha saputo dimostrare.

L’uomo solo al comando, l’uomo che si addossa tutte le responsabilità lo abbiamo vissuto. Ce ne siamo lamentati tutti ed è anche ora di finirla.

E qui, pare, che la storia non si ripeterà. In “PartecipazionEImpegno” ci sono professionalità, storie e diversità, persone che si propongono per dare valore alla propria presenza.

I programmi, quei maledetti programmi.

Da anni si parla soltanto di “Parco Astronomico” e “Parco delle Madonie”, come se tutto il resto non fosse funzionale alla vita della comunità. Un po’ come parlare dello sviluppo di una società romana, senza mai citare acquedotti e strade.

La novità è che si stanno incontrando le persone, i giovani, gli anziani, i commercianti, insomma la popolazione. Non si può infatti prescindere da questo per avviare un percorso ragionato sui programmi.

Da Marcello, dai suoi, mi aspetto soprattutto innovazione, intuito nelle scelte derivate, una rivoluzione impattante per tutte le categorie sociali, che passi dal percorso già avviato e che non si dimentichi la strada. Perché Isnello non è soltanto una cartolina da raccontare per l’investimento legato al “Gal Hassin”, importante, per carità, ma c’è di più. E’ storia, tradizione, cultura. Isnello è una casa che aspetta residenti, investimenti e una bella ristrutturazione slegata dall’invasione del cemento.

Questa, dunque, sia un’occasione decisiva per avviare un trattore rimasto nel capannone per troppo tempo. Lo meritano gli Isnellesi, lo merita Isnello.

Ecco perché l’11 giugno, prima di andare al mare, in campagna o sdraiarvi sulla panchina, sarà importante passare il tempo necessario tra le pareti della vostra sezione elettorale.

Forza Marcello, forza “carusi”.

Ferrandelli, amico mio (seconda parte)

“Il candidato locali locali”, così lo apostrofò un servizio di Zoro nel 2012, era ormai ad un bivio: tornare a lavorare fino alla pensione o cercare una pensione per cui lavorare

Il candidato locali locali“, così lo apostrofò un servizio di Zoro nel 2012 (tolleranza Zoro puntata 82), era ormai ad un bivio: tornare a lavorare fino alla pensione o cercare una pensione in cui andare a lavorare. Optò per la seconda. Organizzò un comitato di persone che rinominò i “coraggiosi”. Preparava così il ritorno al suo primo amore: la carica di Sindaco di Palermo.

Devo fare una piccola nota, probabilmente vi starete chiedendo in che consistesse il coraggio, se nello schierarsi con un deputato dimissionario o nel chiamarsi proprio coraggiosi. Questo però, non lo sapremo mai. Nasce così un nuovo Fabrizio, quello della solitudine coraggiosa, pronto ad investire risorse e persone, nel tentativo di non finire schiacciato dal peso della memoria.

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Figli, amici miei

Sarà ricordata come la campagna elettorale “in successione”: una bella rimpatriata di famiglia, tra amici appunto. Ovviamente tutte le persone citate sono “amici miei”

È partita la chiassosa partita delle liste lungo la ricerca del consenso. Tra queste, quelle legate al sindaco in carica Leoluca Orlando sembrano le più organizzate. Curiosa la lunga partecipazione di ex militanti del Popolo delle Libertà, Udc, Mpa etc etc, che negli anni S.O. (senza Orlando), si presero “l’onere” di sostenere per 10 anni Diego Cammarata, il cittadino del sorriso, l’unico, il suo.

In questi giorni, al grido sussurrato di “facciamo squadra”, in piazza Politeama, si raccolgono le firme a sostegno di alcune delle liste legate al primo cittadino. Firme, ricordiamolo, necessarie all’ottenimento del bollino verde per essere ammesse ufficialmente alla competizione. Dietro e davanti il super gazebo, tanti volti, vecchi e nuovi, della compagine Orlandiana. Tra loro anche Aurelio Scavone e Massimo Pullara, che non si ricandideranno, ma sempre a disposizione della squadra.

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Avidi di sofferenze

Creare identità è un mestiere complicato, un’arte da coltivare con estrema cura e attenzione. I dettagli sono come le briciole, se non le aspiri, poi attirano le formiche. E chi si nutre di dettagli ha sempre fame. Un po’ come quelli che si alimentano del dolore altrui. Famelici assetati di sofferenza, di cortile, di suggestioni del peccato. Avversi alla felicità, pronti a speculare sul destino. Goderecci nel trafiggere e affondare la lama nel momento del non ritorno. Distratti dall’avidità, ciechi nel calpestare la notte delle persone.

Coalizione, amica mia

Secondo appuntamento con “amico mio”: Leoluca Orlando ama vincere le partite con un modulo che neppure Zeman avrebbe mai pensato: tutti all’attacco e senza difesa, tanto non s’avvicina nessuno

Se è vero che dietro ad un grande uomo ci sta una grande donna, è pur vero che dietro un grande candidato ci sta una grande coalizione. È il caso di Leoluca Orlando che le partite ama vincerle con un modulo che neppure Zeman avrebbe mai pensato: tutti all’attacco e senza difesa, tanto non s’avvicina nessuno.

Con il Sindaco “Pentagestione” sono in corsa praticamente tutti; Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, una cellula di Articolo 1, un pezzo di Forza Italia, due pezzi di Pd, un pizzico di Possibile, NCD q.b. e un po’ di società civile che fa sempre la sua porca figura.

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