L’apparizione, dimenticata, della “madonnina” del Capo

A Palermo si dice che una “Madonna” appaia di notte tra i vicoli del Capo. Fascioemartello.it è andata a verificare cosa è rimasto della notizia

E’ il 5 aprile 2013, l’intera redazione di Fascioemartello si reca in visita alla “madonnina(?!) presunta, apparsa qualche mese prima al mercato del Capo. Delle lunghe file di visitatori non è rimasto praticamente nulla, se non qualche sporadico avventore incuriosito, come noi, di verificare coi suoi occhi l’evidente infondatezza della notizia.

La cacciata di Battiato

La cacciata di Franco Battiato

La cacciata di Franco BattiatoScusate posso offrire la mia visione faziosa sulla vicenda della cacciata di Franco Battiato?

Parto subito col dire che non la condivido, a differenza di quella di Zichichi.

Veramente vogliamo negare quanto sia stata importante la sua presenza per il rinnovamento ed il cambio di immagine di questa regione? Che valore si può attribuire alla scelta di un artista, con quarant’anni di brillante carriera, di utilizzare la propria storia per offrire un’immagine di cambiamento ad una regione spesso associata solo ad eventi negativi? Quanto gli sarà costato e quanto gli costerà personalmente tutto questo?

Vogliamo farcele queste domande?

Franco Battiato ha probabilmente sbagliato nei toni, ed è evidente che un assessore di una Regione così importante non possa esprimersi “sboccatamente” e liberamente in una pubblica occasione. E’ pur vero però che un assessorato non si muove soltanto sulle espressioni del suo Assessore.

Qualcuno indica quale vera ragione dell’allontanamento, una mancata programmazione del turismo dovuta soprattutto alla sua assenza dagli uffici. Su questo però ho riscontri da tavola calda e pochi dati oggettivi. E’ palese che il bilancio di un assessorato non ottiene sulla stampa la stessa attenzione di una frase sbagliata al momento sbagliato. Ma ci vogliono i dati. Quelli che spesso mancano ai commentatori.

Inoltre è da chiarire al mondo, che la politica è certamente influente sulle scelte di una amministrazione, ma dietro alle scrivanie vi si trovano poi dirigenti, funzionari ed impiegati, che hanno un ruolo molte volte più decisivo. Infine si apprende dalle dichiarazioni stampa che, ad oggi, l’assessorato al turismo sia stato completamente svuotato dalle risorse economiche di un tempo.

Quindi, quali responsabilità? E poi, in questo poco tempo cosa si poteva fare?

Boh.

Franco Battiato resta un simbolo di questa Regione ed io ho trovato rivoluzionario il fatto che ci abbia messo la faccia. E’ inopinabile la sua storia artistica e nessuno deve negargli il merito d’averci messo l’impegno e la voglia di provarci. Anche se fosse stato soltanto per il valore della sua presenza.

La cacciata di Battiato dunque è ingiusta e ingiustificata.

La Sicilia con questo governo, e quindi anche grazie al cantante catanese, è “tornata”, anzi, è finalmente,  al centro del dibattito nazionale come modello e non come cattivo esempio da cui prendere le distanze. Paghiamo 60 anni di “gap istituzionale” ed almeno una decina di questi, lo sappiamo bene, sono pagine da cancellare dai libri di storia.

Ripulire l’immagine di questa regione, a mio modo di vedere, è stata una sfida ampiamente riuscita. Questo è l’inizio di una rivoluzione, e lo dobbiamo anche a Franco Battiato, nel bene e nel male.

scritto per fascioemartello.it

Ma è normale?

Il normale e “tragico” racconto di un turno alla posta immotivato

Dunque ricapitolando.

Mi trovo alla posta per un avviso di giacenza. Ovviamente il numero di turno che mi tocca è il 17.

Aspetto già da 45 minuti. L’impiegato è di una lentezza clamorosa, tra una chiacchierata e l’altra mi innervosisce e l’utenza in fila di certo non aiuta.

Finalmente tocca a me.

Mi da una busta e mi dice: “Serit!! Sono tasse. (con un ghigno)”

Io taccio.

Arrivo in macchina agitato, apro la raccomandata e scopro che si tratta di un avviso che mi informa della giacenza di un altro pacco presso l’agenzia delle entrate.
-.- (Meglio non saprei descrivere la mia faccia)

Ora dico io: ma è normale tutto ciò?

Mi mandano una raccomandata. La mettono in giacenza perché il postino da me non ha l’abitudine di citofonare e poi nella raccomandata scopro che si tratta di un altro avviso di giacenza!

Ma ite a fare ‘nto culu.

Salvateci dai commentatori

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Vi prego, il mio ė un appello. Non ce la facciamo più a tollerare le scemenze che scrivono i commentatori sui blog.
Fermate il libero sfogo di gente che non riesce a tenere a freno le mani quando legge un articolo.

Sono insopportabili, fuori tema e molte volte gratuitamente offensivi.

Alcamo: Ylenia Settipani e la nuova generazione che amministra la città

Ylenia Settipani, Assessore alle attività sociali presso il comune di Alcamo, intervistata per Fanpage.it

Tra tecnici e tecnicismi al Comune di Alcamo (provincia di Trapani) una giovanissima ragazza, otto mesi fa, viene nominata Assessore alle politiche sociali e giovanili. Lei è Ylenia Settipani, per alcuni anche Francesca (suo secondo nome), laureata in lingue e traduzione e da sempre impegnata nell’ambito sociale. Amante della pedalata, tra volontariato e professione, Ylenia, sordastra dalla nascita, ha da sempre portato avanti battaglie a tutela dei sordi e dello sviluppo della mobilità sostenibile.

Assessore, o come preferisce essere chiamata, come sono stati i primi mesi del suo incarico?
Può chiamarmi Ylenia (ride…).
L’ esperienza all’interno della giunta e dell’ assessorato ogni giorno, e fin dall’inizio, mi concedono tanti nuovi stimoli che bilanciano le numerose difficoltà che mi sono trovata ad affrontare sin all’inizio. Tutta l’amministrazione in realtà si è ritrovata nella stessa situazione, e in particolar modo, io che vivo nel sociale, ho riscontrato notevoli problemi causati anche dalla crisi socio-economica che ha letteralmente “impoverito” la nostra nazione e quindi in cascata anche il nostro comune.

Si aspettava una situazione così difficile?
Immaginavo le difficoltà, ma non mi aspettavo l’elevato numero di emergenze che abbiamo affrontato. Specialmente all’inizio è stata molto dura visto che non avevamo le risorse necessarie. Certo anche adesso la situazione non è rosea ed i problemi continuano a crescere.

Quali sono le novità che ha introdotto da quando è in carica?
Già il fatto che una Sordastra di natura, ma sorda di cultura, sia assessore è di per se una novità.
Ho avvicinato la cultura sorda all’attività amministrativa e politica della città, dimostrando che le disabilità non costituiscono un tabù, una privazione, una cosa di cui vergognarsi, ma una semplice diversità: modi di vivere, parlare e sorridere diversi.
Restando sui fatti ho avviato una serie di iniziative che ritengo molto utili alla collettività. In estate per fronteggiare l’emergenza caldo, ad esempio, ho fatto attivare un numero di emergenza destinato ai sordi.
Abbiamo istituito un tavolo di concertazione con il Sert per la prevenzione delle dipendenze e mi sono impegnata in prima persona con l’ Assessorato Regionale alla Famiglia per supportare il progetto di “vita indipendente” dei disabili, e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Inoltre abbiamo avviato tutti i progetti previsti dalla Legge 328/2000, che in totale sono 7. Presto avvieremo la Consulta Giovanile, che dal 2008 non è più attiva ed in più penso ad una Consulta delle DiversAbilità. Con loro spero di fare passi importanti.

E per il futuro?
Ammiro molto le grandi realtà europee, ed il mio sogno nel cassetto è avvicinare sempre di più Alcamo alle grandi capitali d’Europa.
Impegnerò tutto il mio tempo affinchè questo accada e penso di aver intrapreso la giusta via per raggiungere questo obiettivo. Alcamo sarà una città per tutti.

Lei è “sordastra”, la disabilità ha influito nelle sue scelte di vita e professionali?
Inizialmente la sordità è stata sicuramente un problema, in alcuni casi provavo anche vergogna, ho imparato ad amare ciò che ero e devo moltissimo alla comunità sorda italiana. Ho studiato anche la lingua dei segni ed adesso vivo a testa alta, non mi fermo più. Ho imparato a cucire il mondo sulla mia persona e non il contrario.
I Sordi soffrono il pregiudizio del limite verbale, si pensa che non siano in grado di capire ed interpretare la lingua parlata, molti invece (oralisti), hanno la capacità di leggere il labiale ed anche di parlare. I segnanti invece, principalmente sordi profondi, comunicano maggiormente in lingua dei segni. Restano comunque le difficoltà nella percezione del mondo esterno.Mi permetta di aggiungere una cosa importante alla sua intervista: i sordi sono Sordi e non “non udenti”.

Si sente di fare un appello alla politica?
Credo che le ultime consultazioni siano state molto significative, i tempi sono cambiati e pare chiaro che certi modi di intendere la politica siano ormai obsoleti. “I vecchi della politica” devono arrendersi al cambiamento e concedere ai giovani, ai diversi, la possibilità di dimostrare il proprio valore.
In più mi sento di fare un invito che ritengo fondamentale; incrementare gli investimenti sull’istruzione e sul welfare. L’Italia merita una classe politica lungimirante e responsabile.

Vede un suo futuro politico o continuerà a considerarsi un tecnico?
Politico nell’accezione più comune è colui che si occupa della polis, cioè della città. Quindi penso di potermi considerare un politico. Mi è stato chiesto, visto il mio curriculum, un impegno “tecnico”. Quindi al momento posso sicuramente dire d’essere un tecno-politico (ride…)

L’antimafia non rende liberi i miserabili

carmelo impastato miserabili

Alcuni miserabili sospettano una mia mancanza di vocazione “antimafia”. Beh questa è la mia risposta.

Questa mattina uno sito di presunta sinistra ha dubitato del mio pensiero antimafia e del rispetto che nutro verso le vittime della mafia. Non volendo citarne la fonte, che ritengo più scadente delle finestre popup di un qualsiasi sito di terza categoria, inserisco e dedico un piccolo aforisma:

La mafia rende poveri. L’antimafia dei salotti rende miseri.

A futura memoria.

Quelli che l’Apple

L’accesso diffuso a dispositivi mobili apre le porte a commentatori senza alcuna competenza. Che siano fan Apple, Microsoft o Windows poco importa

Se siete quelli che “l’Apple non la compro perché è un sistema chiuso” e poi non sapete manco installarvi un programma allora ecco, io non vi capisco!

Avete bisogno di tecnico pure per accendere il videocitofono e state qui a polemizzare senza argomenti sui sistemi.

Quale sarebbe il sistema aperto di cui parlate? Microsoft Windows o Android?

Raccontate la necessità di un software modificabile perché aperto, sì, agli “smanettoni”, ma voi che centrate con loro?

Non siete capaci di riavviare un dispositivo senza l’ausilio di qualcuno che vi supporti e volete un dispositivo che vi permetta di installare e programmare liberamente. A voi!?!

Bah…

Non c’è bisogno che giustifichiate il fatto di non voler neanche ipotizzare l’uso di un dispositivo che sconoscete adducendo scuse improbabili. Potete sempre compratevi un pc Acer con Windows 7 o Samsung Galaxy con Android, senza rompere i coglioni al prossimo che, sappiatelo, non è proprio interessato ai vostri futili commenti.

Ciao Guglielmo, Onorevole amico

Federico Guglielmo Lento - Onorevole per caso

Federico Guglielmo Lento - Onorevole per casoScrivere con il giusto distacco dai fatti, crediamo sia una delle doti che un buon narratore o giornalista che dir si voglia deve sempre mantenere viva.

Quando però le parole che butti giù sono per qualcuno che ti è molto vicino diventa tutto più complicato. Lo è ancora di più perché oggi purtroppo le nostre sono parole tristi, parole dedicate ad un amico che non c’è più. Un amico nel senso più vero del termine.

Lui è Guglielmo (Guglielmo Federico Lento) che oggi se n’è andato, lasciandoci tutti spiazzati e circondati da un enorme incolmabile vuoto. Ci eravamo conosciuti per caso, complice un altro compagno di battaglie e suo amico fraterno e da allora non ci siamo più lasciati. Lui grande, con una vita piena di storie e racconti che sembravano appartenere a 100 vite messe insieme e vissute intensamente, ha saputo farsi amare con la semplicità di un sorriso, di una pacca sulla spalla e perché no di un bel vaffanculo quando ci voleva.

Una persona autentica, genuina, capace di leggerti dentro con un semplice sguardo e con lo stesso sguardo dire tutto, anche senza l’uso di troppe, e spesso superflue, parole. Chi l’ha conosciuto gli ha voluto bene, sul serio.

Per noi è stato un po’ un papà, protettivo, affettuoso e mai distante. La sua etica, la sua morale lontana dai moralismi, ma fortemente ancorata all’idea di un’ onesta intellettuale e umana pulita, della lealtà come principio alla base di ogni rapporto, è una delle cose che ci ha donato. E adesso ci sentiamo soli, perché Guglielmo non c’è più e la sua assenza è ancora troppo pesante per accettarla. Il pensiero va a quel suo sorriso, al suo sguardo illuminato da un’idea, alla sua appassionata voglia di vivere che riusciva a trasmettere a chiunque, quasi per osmosi.

Il ricordo va anche agli ultimi giorni, al suo sguardo che anche davanti alla sofferenza non ha mai perso quella luce. Noi ti porteremo sempre dentro, con queste parole semplici, ma più che altro con la consapevolezza che ciò che abbiamo condiviso è qualcosa di grande e di forte. Qualcosa che ci unirà sempre, nel ricordo e nelle azioni. Con tutto il nostro affetto, Onorevole per caso, ma poi mica tanto amico nostro.

Gli amici di FascioeMartello.it

Il filmino di pasquetta 2: ‘u billino

Torna un anno dopo dall’ultima volta, il filmino di pasquetta. Il gruppo si troverà invitato a Menfi, provincia di Agrigento: ‘nno billino

Dopo le esagerazioni della prima pasquetta passata insieme (video qui), il gruppo si riunisce ancora una volta per ravvivare il giorno di festa più salsiccioso dell’anno.

Quest’anno si è festeggiato in una location immersa nel verde a Menfi, provincia di Agrigento. Il video, accozzaglia di immagini registrate a caso, riprende il tema allusivo e demenziale dello scorso filmato.

Per l’occasione è stata creata persino una pagina facebook (qui) dove sono stati raccolti gli scatti, presenti e passati, ed i video, conosciuti anche come “firmini”.

Le prostitute e la prostituzione di Palermo

Palermo e l’ “ingestibile” prostituzione per strada, ci fanno tornare indietro di mezzo secolo

Agli inizi del 2000, Leoluca Orlando non è più Sindaco ma, con la riqualificazione del foro italico, riusciva finalmente a stoppare il fenomeno “incontrollabile” della prostituzione lungo il mare di città. Il nuovo millennio, dunque, sembrava aver aperto un nuovo corso sul controllo del “mercato” più antico del mondo.

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Il Sindaco Cammarata mostra un’espressione godereccia (archivio personale)

Qualche mese dopo, sullo scranno più alto di città, arrivava Diego Cammarata, che proseguiva l’opera, grazie anche alla spinta data dalla nascita di comitati di cittadini, ripulendo dal sesso a pagamento tutte le zone limitrofe alla via Roma. Insomma, l’ingresso a Palermo, le zone interessate sono porto e stazione centrale, appariva finalmente dignitoso di una capitale degli anni 2000.

Oggi invece tutto questo sembra essere soltanto un ricordo per “amatori”, scusate il gioco di parole. Avrete notato tutti quanto indietro si è tornati lungo i percorsi che vennero riqualificati poco meno di dieci anni fa.

Anzi, lo squadrone del sesso occasionale, come in una partita a Risiko, è avanzato alla conquista di nuovi territori con esisti, per loro, “soddisfacenti”. Scusate ancora il gioco “amorevole” di parole.

Da un annetto infatti, chiunque sia passato da via Francesco Crispi, lungo le cancellate del porto e nei pressi del carcere, si sarà accorto dei marciapiedi occupati da giovani donne, probabilmente dell’est europeo, che offrono in bella mostra il proprio corpo.

Era da oltre 30 anni, confermano gli abitanti storici del quartiere, che da quelle parti non si assisteva al continuo via vai di auto in attesa di un preventivo “orale” (non resisto alla tentazione) tutto “cosce e tette”. E’ dunque facile constatare che la zona, tra l’indignazione e l’indifferenza, sia tornata ad essere una via trafficata del sesso.

E sempre da un trentennio, primo avvistamento questo giovedì, che non si vedevano prostitute sotto le falde di Montepellegrino, praticamente dai tempi della “tri mutura”. A tutti gli effetti una profanazione del “sacro” percorso dell’”acchianata” che porta i fedeli alla Santuzza di Palermo (Santa Rosalia patrona).

Insomma, appare evidente che le “repressioni” degli anni duemila siano già un lontano di ricordo, con una Palermo tornata ad essere medioevo di se stessa.

Scritto per fascioemartello.it il 2 febbraio 2010