Un violento nubifragio questa notte si è abbattuto su Palermo e sulla provincia ed ha creato notevoli disagi ad automobilisti rimasti impantanati nell’acqua nei sottopsassaggi della Circonvallazione, ma anche al porto dove si è allagato l’ingresso della stazione marittima. Decine gli interventi dei Vigili del fuoco che hanno lavorato ininterrottamente per tutta la notte. Chiuso inoltre il sottopassaggio di via Belgio, in direzione Catania, a causa dell’acqua che ha allagato il manto stradale.
Ed ai carabinieri sono oltre 1.500 le telefonate arrivate durante la notte. Richiesti interventi in tutta la città. Sono molte le strade cittadine allagate, da via Oreto al Foro Italico, ma anche nella zona periferica di via Messina Marine e viale dei Picciotti. Nella zona antistante il pronto soccorso dell’ospedale Buccheri La Ferla si è formata una pozzanghera alta un metro. Decine i tombini saltati e situazioni di pericolo in molte strade che sono state chiuse. Numerosi anche gli automobilisti rimasti in panne con la propria auto per le piogge battenti.Parzialmente crollato un edificio in via Paolo Emiliano Giudici, nel centro storico a pochi passi dalla stazione centrale. Crollati anche diversi solai, in via Castro ed in via Imperatore Federico. «Stiamo lavorando ininterrottamente dalla notte scorsa -sottolinea l’assessore comunale alla Protezione civile di Palermo, Roberto Clemente- è una situazione d’emergenza ma che riusciamo ad affrontare».
Abbiamo incontrato l’attore, nonchè nostro corrispondente a distanza, Giulio Cavalli, ospite il 6 ottobre del festival della legalità, organizzato da livesicilia.it a villa filippina.
Il “giullare antimafia” si è esibito con un piccolo spettacolo “nomi, cognomi ed infami” che riprende alcuni dei suoi racconti che verranno inseriti in un suo libro che uscirà a breve.
Scheda dello spettacolo dal sito www.giuliocavalli.net:
Storie eccezionali e persone normali, almeno così dovrebbe essere. Storie che dovrebbero verificarsi di rado, eccezionali appunto, e di persone come tante, normali appunto.
Ma così non è. Perché ci sono storie che ci raccontano fatti che accadono troppo spesso e persone che per scelta o per forza si ritrovano ad essere meno comuni di tante altre.
Allora forse sono le storie ad essere diventate normali e le persone eccezionali, perché queste storie ci raccontano di mafia e di camorra, di soprusi, di ingiustizie, di violenza. Ma ci raccontano anche di persone che hanno scelto di non piegarsi agli ‘uomini d’onore’ perché l’onore, quello vero, è tutta un’altra cosa e a non farcelo dimenticare qualcuno ci deve pur pensare.
Uno spettacolo che è racconto, cronaca e discussione per scoprire alcune di queste storie. Giulio Cavalli narra in prima persona i fatti, i nomi, le facce di una vita che non ci appartiene e che non ha né onore, né dignità, una vita che stride di fronte a quella di persone come Don Peppe Diana, il prete ucciso a Casal di Principe per il suo impegno contro la camorra. Storie, per cercare di fare chiarezza intorno ai fatti che stanno dietro ad un omicidio tristemente noto, quello di Paolo Borsellino. O ancora per riportare alla luce fatti forse meno conosciuti, ma non per questo meno carichi di significato, come quelli che hanno per protagonista il magistrato Bruno Caccia, ucciso a Torino dall’ndrangheta per le sue indagini ‘troppo concentrate’ sulle attività illegali sviluppatesi in Piemonte.
Uno spettacolo fatto di vari episodi, interviste e ricostruzioni di chi questi fatti li ha davvero vissuti, come i testimoni di giustizia con le storie di Piera Aiello e Rita Atria, o come la vicenda dell’ assassinio mafioso di Giuseppe Fava riletto attraverso gli occhi di suo figlio Claudio.
Un percorso che attraversa le tante facce della malavita, anche con l’aiuto di chi quotidianamente la combatte come il magistrato Antonio Ingroia o le associazioni di ‘comuni cittadini’, come Legambiente, che portando avanti il proprio lavoro si sono scontrati con un’illegalità sempre più dilagante e hanno deciso di rispondere attivando la reazione di una parte della società civile.
Un percorso legato da un unico filo conduttore per mantenere viva la memoria, certo, ma anche per informare con dati e nomi, per dare voce a chi quotidianamente combatte una battaglia che troppo spesso sembra persa in partenza, per non cadere nella ‘normalizzazione’, per risvegliare le coscienze di una società civile che non può permettersi di ignorare quanto accade, perché se ne parli sempre, non si dimentichi e non si volti mai la faccia dall’altra parte.
Questa sera Enrico Mentana è approdato a Palermo per presentare il suo primo e “forse ultimo libro”, come dichiara ironicamente, dal titolo “Passionaccia” che racconta la sua vita professionale ed il suo percorso giornalistico. L’abbiamo seguito presso la libreria Flaccovio per un dibattito-intervista ed uno scambio di battute con i presenti.
Un uomo apparentemente mite, con uno sguardo pieno di fierezza e consapevolezza di se. Un sorriso spesso soltanto accennato e una risposta sempre pronta, come un asso nella manica.
Un giornalista serio e composto, ma non rinchiuso dentro i recinti del potere, dai quali ha sempre voluto stare fuori. Mentana che ha raccontato la sua passione per quel fare informazione che lo porta ad essere legato più che mai al giornalismo televisivo.
Enrico ha un piglio molto deciso, che incute quasi timore. Durante la parte ufficiale della presentazione racconta il suo percorso professionale ed il suo “volontario” distacco dalla politica.
Racconta di non andare a votare da tantissimi anni per una precisa scelta di correttezza “deontologica”, poiché afferma che un giornalista debba rimanere imparziale anche nel momento del voto, che costituisce di per se una scelta e dunque una preferenza, perché è colui che racconta i fatti e non può esserne influenzato.. anche se poi in qualche modo accade sempre.
Cerca di parlare il meno possibile della questione Mediaset che l’ha visto coinvolto negli ultimi mesi e alla domanda “Lei guarda Matrix?”, risponde con una battuta, “ritorneresti mai a vedere chi gestisce la casa che hai abitato, dopo che hai traslocato?”
Si definisce un “animale da televisione” e ribadisce in tutti i modi che è così che vorrebbe concludere la sua carriera professionale. Sembra non apprezzare tantissimo l’informazione che parte dalla rete, perché spesso, afferma, “ internet dice tutto e niente ed è come se avessimo la possibilità di stare dentro una libreria per un’ora, dovendo leggere tutti i libri al suo interno.. il risultato sarebbe scarso”, quindi anche se rivela di seguirla nei ritagli di tempo con attenzione, non mette mai da parte lo spirito critico e la consapevolezza che l’informazione della rete non è verità assoluta.
In quest’errore cade qualche volta chi, tralasciando l’informazione tradizionale, crede di trovare il Santo Graal e la notizia pulita o vera soltanto navigando in internet.
Parlando poi del suo futuro professionale, afferma di essere ancora in attesa di un contratto, magari per la conduzione o la direzione di un telegiornale in un network nazionale, ma che non ha alcuna intenzione di “concedersi” al primo venuto. Enrico vuole farsi corteggiare un po’.
Racconta anche un particolare di una famosa cena del 1994 a casa Berlusconi, alla quale parteciparono anche Confalonieri ed altri del gruppo Fininvest. Era all’indomani della prima vittoria di Silvio e tutti tendevano a prostrarsi ai suoi piedi. L’anno della discesa in campo, una serata di convenevoli dove Enrico ha tenuto a precisare d’essersi tenuto in disparte.
Finita la parte ufficiale della presentazione ha risposto alle domande del pubblico, poste sempre con la premessa d’essere velenose, alle quali ha risposto con tono deciso, riportando fatti, accompagnando il tutto con una buone dose di ironia ed autoironia ricercata ma sempre efficace.
Palermo è invasa dai rifiuti e questo ormai si sa, la città è in panne, talmente è forte l’olezzo di spazzatura nell’aria che con l’auto non si può viaggiare con il finestrino aperto.
Sono veramente indignato, devo fare qualcosa per raccontare questo ennesimo disastro ambientale. Con l’ausilio di un video vi documento la mia domenica a zonzo con la telecamera, partendo da Mondello e arrivando in via Sampolo.
Il cammino comincia intorno alle ore 14, scendo da casa , salgo in auto, metto la cintura, esco dalla stradina privata di casa mia e devo subito inchiodare i freni perchè un branco di cani mi attraversa davanti e si fionda sul cassonetto ancorato tra i rifiuti di via caduti sul lavoro.
Li ho capito che era il caso di attivare la mia bella telecamera, l’avevo preparata prima d’uscire per realizzare delle riprese di palermo invasa dai rifiuti da lasciare ai posteri. Read the full story
Dario Franceschini, leader del Partito Democratico è a Palermo per incontrare gli elettori del Pd al cinema imperia. Alla presenza di una sala stracolma di gente, l’ex margheritino ha puntato il dito sull’emergenza rifiuti che sta vivendo il capoluogo siciliano.”Sono arrivato questa mattina a Palermo e la prima cosa che ho notato è stata una drammatica emergenza rifiuti. Le strade sono piene di rifiuti. Siccome sono stanco di ipocrisie e falsità, mi chiedo come mai l’anno scorso è stata fatta un’intera campagna elettorale sull’emergenza rifiuti e oggi, che l’emergenza rifiuti c’è in una città e in una regione amministrata dalla destra, nessuno ne parla e nessuno la fa vedere”. Read the full story
Paolo Bonini è un tifoso da “urlo” del Palermo Calcio. Per anni è stato il titolare di un “pulmino club”, ritrovo di un gruppo di sostenitori del palermo calcio. Ma un giorno, per via una partita di calcio a richio gli sequestrarono nottetempo il furgone. Di Carmelo Di Gesaro e Girolamo Accardi.
Giorno 7 aprile il leader di Sinistra e Libertà è stato a Palermo per parlare ai suoi elettori.
Durante la conferenza Vendola ha parlato della scelta di Lombardo di allearsi con La destra di Storace: “Raffaele Lombardo come presidente di una grande regione del Sud è un interlocutore prezioso ma come capo partito ha fatto un errore molto importante ad allearsi con la destra fascista di Storace. Rende molto meno appetibile l’interlocuzione con il suo movimento». Tutte le regioni del Sud – ha proseguito vendola – fanno bene a consolidare una piattaforma politica e istituzionale e anche culturale. Rimettere al centro della scena il Sud, le sue ferite, il suo dolore e le sue cicatrici” Read the full story
In merito alla probabile esclusione dalle liste del PD per le prossime europee, il sindaco di Gela Crocetta ricorda l’impegno assunto da Veltroni nel settembre scorso, quando gli chiese di entrare a far parte del partito proponendogli proprio di candidarsi per Bruxelles.”Oggi il Pd – afferma Crocetta- “sembrerebbe fare una scelta diversa, io non lo trovo affatto carino debbo dire con estrema sincerità, anche perché una persona come me che è a rischio, viene delegittimata”. E continua – “penso che ormai lo scontro con i gruppi mafiosi sia tale, che la politica abbia il dovere di dare un minimo di solidarietà ad una persona come me che è in prima fila e che è nei piani di Cosa Nostra per essere eliminato”.
“In ogni caso credo che una prima norma nella vita sia quella di rispettare la parola che si è data, io non ho chiesto di essere candidato, però se una cosa la si annuncia poi si ha il dovere di mantenere quello che si promette”. Read the full story
A margine della conferenza stampa di presentazione del movimento “Sinistra e Libertà” a Palermo, Nichi Vendola, ,ha invitato Crocetta, che in questo momento per via del regolamento interno al PD, imposto dal segretario Franceschini , è di fatto escluso dalle probabili liste per il rinnovo del parlamento europeo, a candidarsi con loro.
Il leader del neonato cartello che raggruppa Verdi, Socialisti, Sinistra Democratica ed i fuoriusciti da Prc e Pdci, ha dichiarato -“apprendo solo adesso della decisone del PD, ho molta stima per il sindaco di Gela e penso che abbia fatto una rivoluzione doppia, tripla quadrupla, in uno dei comuni più mafiosi della Sicilia, un Comune laboratorio di pratiche antimafia. Da esponente di un’area minoritaria è diventato un sindaco molto popolare, perché da persona portatrice di un’idea anche più generale della diversità, a cominciare dalla sua condizione di vita, è riuscito ad abbattere i muri dei pregiudizi”.
“Rosario Crocetta ha rappresentato molte cose importanti nella storia siciliana. Forse è meglio che si candidi con Sinistra e Libertà, piuttosto che con il PD”- ha concluso Vendola.
Manifestazione del 28 marzo a sostegno di Gioacchino Genchi. Abbiamo intervistato il cugino omonimo del poliziotto piu’ famoso d’italia. Buona Visione. Read the full story
Intervista a Pino Maniaci, cronista dell’emittente di frontiera Telejato di Partinico in Provincia di Palermo. Il cronista dell’emittente televisiva è stato rinviato a giudizio per esercizio abusivo della professione di giornalista. Di Carmelo Di Gesaro e Francesca Scaglione per C6Tv.