2013
12
maggio
Orlando vuole costruire una moschea a Palermo. Glielo spiegate che per la moschea non servono le mosche e può quindi levare la munnizza?
2013
09
maggio
2013
26
febbraio
Mi trovo alla posta per un avviso di giacenza, ovviamente il numero che mi tocca per l’attesa è il 17.
Aspetto 45 minuti, l’impiegato è di una lentezza clamorosa, e l’utenza di certo non l’aiuta.
Mi da la busta, mi dice: serit, sono tasse. Io taccio.
Arrivo in macchina, apro la busta(raccomandata) e scopro che si tratta di un avviso che mi informa della giacenza di un altro pacco presso l’agenzia delle entrate.
Ora dico io, ma è normale tutto ciò?
Mi mandano una raccomandata, me la lasciano in giacenza, e nella raccomandata scopro che si tratta di un altro avviso di giacenza!
Ma ite a fare ‘nto culu.
2013
16
gennaio
I telefonini apple che sia autoscrivono un bando per essere acquistati. Steve Jobs si è superato questa volta #openpa #asuainsaputa
2012
24
dicembre
Quando il mondo deciderà che per i non amanti del natale servano i quartieri dedicati, in cui nei negozi non trasmettano a palla “white Christmas”, le antenne tv non captino solo gli occhioni dolci della disney e rai uno al posto del papa si dedicasse ai video dei queen.
Ma cosa piu’ importante,un posto in cui nessuno ci chieda di farci le foto con Babbo Natale!
2012
17
settembre
La mafia rende poveri. L’antimafia dei salotti rende miseri
Questa mattina uno sito di presunta sinistra ha dubitato del mio pensiero antimafia e del rispetto che nutro verso le vittime della mafia. Non volendo citarne la fonte, che ritengo più scadente delle finestre popup di un qualsiasi sito di terza categoria, inserisco in questo post un piccolo aforisma che un giorno magari li porterà a riflettere.
2012
05
luglio
Una cosa ho imparato da facebook; non rispondere mai ad uno status di un “vip” se non vuoi ritrovarti sommerso da notifiche di idioti che vanno fuori tema
2012
10
giugno
Cari lettori, nell’anno in cui verremo ricordati per aver creduto alle profezie dei Maya, c’è un altro motivo che ci farà imbarazzare del 2012. Una cosa che i Maya non avevano previsto. La scomparsa degli “intellettuali”, sostituiti in clandestinità da attoruncoli della tv e comici di terzo livello.
Sin dall’antichità siamo stati abituati a riconoscere gli intellettuali per le loro capacità nella scienza, nell’arte, nella cultura e nella politica. Gli intellettuali si sono distinti, sono cresciuti ed hanno fatto proselitismo, per la superiorità di pensiero che da sempre li ha contraddistinti. Oggi invece, siamo in un mondo che non li riconosce più, soppiantati da un concetto di superiorità intellettuale applicato erroneamente ad un qualsivoglia che vi si auto definisce.
La politica, che per i suoi fini ha terminato i mezzi, continua a cibarsi di intellettuali e presunti tali. I candidati li presentano in ordine di lista quasi fossero un menù e se n’appropriano sottoforma di papelli che chiamano appelli. Appelli spesso organizzati dagli stessi a cui si appellano, e diffusi a regola d’arte come volantini all’uscita di un centro commerciale. Tutti si scappellano sottoscrivendo parole farcite di buonismo e buonsenso, che a leggerle ci trasmettono la novella di un filantropo venuto dal nulla.
Ma è nello scorrere la lista che poi ci si accorge dell’inganno di chi, essendo apparso magari per una sola volta in tv da Bruno Vespa al culmine dell’impresa di passare una bottiglietta d’acqua, si auto incorona intellettuale del terzo millennio. Ma trovo ancor più grave che la nostra società di incapaci li accolga con benemerenza. (continua…)
Dato che il Giornale di Sicilia non reputa mai interessanti le mie lettere,rispondo qui all’articolo di Giulio Giallombardo, pubblicato sul Gds del 04 Gennaio 07 riguardante le porte della posta.
Devo ammettere che sono diversi anni che le poste e le banche mi concedono il privilegio di entrare nelle loro sedi scortato dai direttori di filiale. Un lusso che forse neanche Briatore o Montezemolo hanno avuto quando erano dei poveracci come me.
Dopo tutti questi anni però, ancora non mi sono abituato e continuo a soffrire il disagio di questo privilegio. Non mi piace quanto becco le porte che mi annunciano a gran voce alla fila che precedo. “Siete pregati di uscire ed entrare uno alla volta”, quante volte me lo sarò sentito dire? Una vera chicca di delicatezza! E che piacere poi la gente che ridacchia alle mie spalle… una goduria pari a quando vai in farmacia e ti pesi sulla “bilancia stereo”.
Sono pure molti anni che mi chiedo cosa possa cambiare tra una persona che pesa 120 o 130 o 140 kg, e l’unica risposta che mi sono dato è che forse hanno paura che gli si sfondi il pavimento e non ci vogliono all’interno. (continua…)