2013
04
marzo
In questo articolo vi avevo raccontato l’uso della scarpa da calcetto al compleanno di mia sorella. In questa foto invece, vediamo come la scarpa da fusball sia utile anche per cerimonie importanti quali matrimoni e comunioni.
2013
04
marzo
2013
26
febbraio
Posta: Un tizio al suo turno di sportello
Impiegato: signore sono tasse
Lui: foisse su chiddi i belluscone (forse sono quelli di Berlusoni)
2013
29
gennaio
Vi prego il mio ė un appello, non ce la facciamo più a tollerare le scemenze che scrivono i commentatori sui blog.
Fermate il libero sfogo di gente che non riesce a tenere a freno le mani quando legge un articolo.
E fu così che arrivò ancora una volta il natale.
Da 2012 anni una tradizione pagano-religiosa ci trattiene per tre giorni attorno ad un tavolo ad ingozzarci di cibo, stare con noiosissimi parenti, alcuni dei quali non vedremmo per alcuna ragione al mondo, e fare giochi anacronistici e tediosi.
Succede poi che il primo dei tre giorni, “la vigilia”, allo scoccare della mezzanotte, una consuetudine consumistica ci “impone” il rito dello scambio dei regali.
Ma i doni, come tutti sappiamo, non sono sempre graditi, e dall’avvento dei negozi cinesi in tutte le città, le banalità e le oscenità si sono moltiplicate all’infinito. E se è pur vero che “basta il pensiero” e anche giusto che vi racconti la mia personale classifica dei regali più brutti ricevuti in questi anni.
Mi scuso in anticipo con i parenti/amici/conoscenti che si sono prodigati per me, supplicandoli di non regalarmi altro per il futuro. Non ho più spazio per ninnoli inutilizzabili.
Questa classifica al contrario prende in considerazione i “migliori peggiori” tre regali di questo ultimo decennio, con la promessa di aggiornarla nel prossimo futuro.
Al terzo posto, ma soltanto perché devo creare una graduatoria, un regalo che ho ricevuto 8/9 anni fa e che ancora fa breccia nei miei ricordi. E’ il mitico “salvadenano” di ceramica (la foto non è quella reale, ma è simile), un salvadanaio di circa 30cm a forma di nano da giardino con tanto di rastrello. Unico nel suo essere kitsch perché rappresenta un oggetto da esterno da mostrare con”orgoglio” in camera da letto o studio. Per tanti anni è stato a prendere polvere sulla mia libreria. E’ finito in cantina da un pezzo.
Al secondo posto ci metto senza dubbio il mazzo di carte del Palermo calcio che ho ricevuto questo natale (a fine articolo qualche scansione delle carte). Ha valore per tanti motivi, il più importante è sicuramente la piena conoscenza dei miei interessi. Infatti anche le pietre sanno che tifo, e da sempre, per la Fiorentina. Questo delizioso oggetto da bacheca/cassetto degli orrori, ha comunque il “pregio” d’essere stampato dalla famosa fabbrica “Muoio” da Napoli. Ritroviamo in una delle carte il suo “prestigioso” stemma regale. Ma a rendere veramente unico il mazzo sono decisamente le fotografie sgranate e deformate, presumo appositamente dalla “muoio srl”, con tanto di soprannomi inventati a caso dei calciatori del Palermo. Ultima chicca è la rosa dei calciatori che compone il mazzo, miscuglio di giocatori anch’essi presi a caso dalle ultime 5 stagioni del Palermo.
Conclude la classifica con applauso e standing ovation, il kit lucida scarpe nero/marrone in confezione molto stropicciata (busta di cellophane), da precedenti appallottolamenti, che ho ricevuto lo scorso anno. Posso dire d’avergli dato la stessa importanza di un crocifisso per i musulmani. Inoltre anche qui, come per le carte, il dono è stato pensato proprio sulla mia persona. Da quando sono nato, fatta eccezione per i matrimoni, indosso infatti esclusivamente scarpe sportive.
2012
08
ottobre
Finalmente potrò coniugare la mia passione per i volantini elettorali con il beneficio di una cura dimagrante. Totò Sauna, il candidato che se la suda.
2012
28
agosto

Fin da quando ero piccolo ho assistito alla mitica battuta del numero 2.
Era un classico dei tempi della scuola: “Comu’ ci vai a scola? Ca nnummaru rue!”
Come ci vai a scuola? Con il numero due, cioè con i due piedi.
Oggi, tempo di crisi economica, con la benzina alle stelle (a questa data il prezzo della benzina ha superato i due euro litro) qualcuno ha preso sul serio la necessità di usare le scarpe come mezzo di trasporto. E’ stato così che davanti ai miei occhi si è materializzata “a nummaro rue”. Ovviamente posteggiata, ed anche molto bene, in uno stallo, tra la mia moto ed un auto.
2012
05
luglio
Capita a tutti quel giorno che per ritirare dei contanti si debba obbligatoriamente andare alle poste.
Capita poi il giorno che trovandoti a passare da Mondello, dove generalmente l’ufficio postale è semi deserto, sia arrivato il momento giusto per effettuare l’operazione.
Capita pure che varcata la porta d’ingresso tu ti senta chiamare. Poi girandoti capita che incroci lo sguardo sfuggente di una signora vestita di rosso, accerchiata da un capannello di anime affrante in costante consultazione di un foglio. Capita che la stessa ti rivolga un invito di “LEI” : “mi scusi, lei deve prelevare o versare?”
Capita che tu, spiazzato dall’insolita domanda, riesca pure a rispondere : “Ehm, prelevare!Perché?”
Ma lei, proprio mentre il cerchio comincia a richiudersi, capita che ti dica con un impeto d’ira : “noooooooo, perché se deve prelevare la lista è lunga. Se deve versare invece può passare, perché non ci sono soldi nelle casse e noi non possiamo prelevare!”
“Signora, che le devo dire, capita!”
2012
12
giugno
2009
23
dicembre
In uno dei post precedenti avevo già parlato di alcune tipologie di abbigliamento del grezzo, in questo articolo dunque vi aggiornerò su una nuova tipologia di accessorio per grezzi. Parliamo della scarpa da “fusball” , meglio conosciuta come scarpa da calcetto o calcio.
So già che quello che sto per raccontarvi non è capitato a tutti, queste sono prelibatezze per pochi. Figuratevi che per scrivere questo post ho dovuto aspettare ben 28 anni, insomma una vita prima che anche mi si aprissero le porte della conoscenza. Ero convinto che fosse una leggenda ed invece adesso ho pure la prova fotografica. Finalmente dunque posso raccontarlo!
Siamo a Palermo, anno del signore 2008, festa del 18° compleanno di Claudia, mia sorella, la penultima della specie Di Gesaro, ci troviamo alla discoteca “Kandisky Florio”, anzi “discotaca” per non perderci il gusto di capire bene chi sono i partecipanti.
Claudia all’epoca era una sorella “tipa toca-accollativa-troppo dieci”, dunque non poteva permettersi il lusso di non festeggiare il proprio diciottesimo in un locale alla moda, frequentava una scuola “alternativa”, si alternativa avete capito bene, alternativa allo studio, l’alberghiero. (continua…)