Posted on 24 febbraio 2009. Tags: Amia, Diego Cammarata, fascioemartello, Franco Briguglio, Palermo, Pentiti
Un, due, tre, stella! è un gioco che da bambini tutti almeno una volta abbiamo fatto. Per chi non lo sapesse si gioca in gruppo, tutti i bambini tranne uno (quello che “sta sotto”) si allineano a un’uguale distanza da un muro. Il bambino che “sta sotto” si appoggia al muro, dando le spalle agli altri, e conta ad alta voce “uno, due, tre, stella!”, per poi voltarsi di scatto. Mentre il giocatore che sta sotto è girato, gli altri possono avvicinarsi; quando quello si volta di scatto, però, devono essere immobili. Se il giocatore che sta sotto percepisce il movimento di un giocatore (per esempio nel caso questo non sia riuscito ad acquistare una posizione di equilibrio in tempo), quest’ultimo deve retrocedere fino al punto di partenza. Vince il giocatore che riesce ad arrivare per primo al muro, al quale toccherà “stare sotto” nella partita successiva.
Vediamo dunque, chi , questa settimana non è riuscito a stare in equilibrio ed è retrocesso al punto di partenza.
Filippo Annatelli, entra in galera senza passare dal via.
Arrestato il capo mandamento di Corso Calatafimi, Filippo Annatelli. Quarantacinque anni, barbuto e con lo sguardo perso nel vuoto.
Si nascondeva in un appartamento di Borgo Molara. Era sfuggito alla cattura del 16 dicembre durante l’operazione “Perseo”.
Annatelli, reggente del mandamento di Corso Calatafimi e Pagliarelli è indagato con l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione .
Nell’ultima dimora del presunto “boss” i carabinieri hanno rinvenuto settemila euro in contanti ed un computer portatile dalla quale si spera di trovare il più aggiornato libro mastro del racket.
Da alcune intercettazioni risultava che era solito portarsi dietro la contabilità della famiglia, cosa che dava fastidio agli altri mafiosi.
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Posted on 17 febbraio 2009.

Polizia al verde, Palermo bianca, Conti in rosso, Cordoli gialli, Palermo Rosanero a reti bianche.
La polizia al verde.
Sono centoquaranta le auto della polizia guaste e ferme in garage. Le riparazioni non si possono fare perchè mancano i fondi. Questa è la conseguenza del taglio dei fondi sulla sicurezza deciso dal governo. Il questore di Palermo tenta di correre ai ripari spostando le volanti da un ufficio all’altro.
I conti della polizia non tornano dopo i tagli voluti dal governo Berlusconi, che ridusse di tre milioni di euro il capitolo destinato alla sicurezza e alla difesa del paese. Il dato di Palermo è allarmante: su 530 tra autovetture e moto assegnate alla questura, 140 sono ferme alla caserma Lungaro, nella sezione Motorizzazione.
Il Siulp fa sapere che il ministero dell’ Interno ha bloccato la riparazione degli automezzi della polizia, e gli stanziamenti previsti per il 2009 bastano appena per il carburante.
Tutto questa comporta per la città insicurezza e assoluta certezza sull’aumento di azioni criminose, pensate che a San Lorenzo, il territorio di Lo Piccolo, opera nel quartiere una sola volante.
Avanti il prossimo…
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Posted on 19 novembre 2008. Tags: Antimafia, Calcio, fascioemartello, grande fratello, Ibrahimovic, Inter, Mafia, Palermo, Punto su Palermo, Zamparini

Palermo e Sicilia: La settimana della mutua pagata ai morti, del ritorno delle targhe alterne , del grande fratello e del Palermo addormentato.
Sicilia, sono 51.287 i morti che continuavano ad avere l´assistenza sanitaria. E’ questo il dato tirato fuori dalla guardia di finanza che ha scoperto un danno all’erario per circa 14 milioni di euro. Responsabilità ancora tutte da accertare ed intanto i medici si tirano fuori. Sotto accusa le “disattenzioni” delle Ausl siciliane. Negli elenchi recuperati dalla guardia di finanza figurano pazienti morti addirittura da 32 anni, da 20 ed altri anche più recenti ma le Ausl siciliane continuavano a pagare le quote di assistenza ai rispettivi medici di famiglia. Ma come è potuto accadere tutto questo? Semplicissimo, nell’era di internet, tutti gli uffici regionali non risultano collegati tra di loro, il passaggio dei dati tra le varie aziende, anagrafe comunale, fisco e ausl, avviene ancora tramite floppy o cd, dunque basta una semplice “svista” di un dipendente o la smagnetizzazione di uno dei supporti per far saltare in aria il periodico aggiornamento.
La guardia di finanza però è riuscita ha ricostruire un archivio con i dati incrociati, accertando anche errori riguardanti nomi, date di nascita e codici fiscali.
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Posted on 11 novembre 2008. Tags: Angelino Alfano, Ballardini, Calcio, Carlo Marcelletti, Fascio e Martello, Franca Castellese, Giuseppe Di Matteo, Lo Piccolo, Mafia, Palermo, Sonia Alfano, Zamparini
La settimana del chirurgo scarcerato, del gratta e vinci taroccato, del perdono ritrovato, del palermo disastrato e con lo stipendio stoppato.
Il cardiochirurgo pediatrico Carlo Marcelletti è stato scarcerato con l’obbligo di firma due volte alla settimana in commissariato.
Marcelletti era ai domiciliari da maggio. A tenerlo agli arresti, dopo la scadenza dei termini di custodia cautelare per peculato e truffa, era l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico, in relazione agli sms erotici scambiati con una tredicenne che intanto è stata tolta alla madre.
Emozionatissimo, Marcelletti ha dichiarato di voler subito tornare a lavorare con i suoi piccoli pazienti e lancia un appello ai magistrati: – “spero solo che chiunque valuterà nel merito la mia posizione si ricordi che ho dedicato tutta la vita a curare i bambini” -.
Marcelletti, trasferitosi nella sua residenza in Umbria, può tornare a Palermo, ma per riprendere a operare così come chiesto da molti genitori dei suoi piccoli pazienti, dovrà attendere la revoca della sospesione dell’attività disposta dall’Ordine dei medici.
La Procura di Palermo non si era opposta alla scarcerazione, ma il gip aveva detto di no ritenendo che Marcelletti non avesse pienamente collaborato rispetto all’intero quadro di accuse.
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Posted on 04 novembre 2008. Tags: Alberto Gilardino, Calcio, Cronaca, Fiorentina, Il punto su Palermo, Mafia, Palermo, Sport

Palermo: La settimana della vendetta del boss, del latitante ritrovato, dell’avvocato banferone, del bambino spacciatore, del sindaco mai presente e della mano di Giardino.
Picchiare la figlia di un boss in pensione è reato contro la mafia! A farne le spese è stato Giovanni Bucaro, picchiato a sangue ed ucciso da un gruppo di cinque “picciotti”, tutti incensurati, di Don Gaetano Fidanzati.
I cinque paladini arrestati sono tutti del quartiere Arenella.
Martedì 21, i “bravi di don Tano” hanno fissato un appuntamento con Bucaro in via Don Oriore, con l’intento presumibilmente di intimidirlo, alla fine , il giovane è stato picchiato con una violenza brutale a colpi di un bastone, caschi , calci e pugni, che ne hanno procurato la morte. Bucaro da tempo era il ragazzo di Loredana, figlia di Gaetano Fidanzati, 73 anni, uscito nel 2006 dal carcere dopo aver scontato una condanna per traffico internazionale di stupefacenti.
Ma la furbizia di chi probabilmente non è abituato ad agire e la mancanza di manovalanza dell’ex- boss in pensione è costata la vita al giovane Bucaro. Read the full story
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Posted on 21 ottobre 2008. Tags: Carmelo Di Gesaro, Cronaca, fascioemartello, Il punto su Palermo, Notizie

Il “Ti vitti” è un tradizionale gioco di carte siciliano, per il quale serve un mazzo di 40 carte.Il termine “Ti vitti” deriva dal dialetto e significa “ti ho visto”. Ti vitti è una frase che i giocatori pronunziano durante la partita quando scorgono l’avversario “infrangere una delle regole che disciplinano il gioco”.Palermo: La settimana della caccia al tesoro, delle occupazioni, della rivolta degli universitari, di parentopoli, dei fannulloni, delle sparatorie, della sconfitta nel derby.
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